venerdì 26 marzo 2010

Indicazioni di voto




Qui trovate le indicazioni della regione :

http://elezioni2010.regione.emilia-romagna.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9

Come si traduce in pratica???

E' sufficiente barrare il simbolo più a sinistra (per chi legge) sulla scheda, indicando se si desidera una preferenza. In tal caso, il voto si estende al regionale.

Se avete il dubbio, potete barrare anche il simbolo o il nome del candidato governatore sulla destra, MA IL SIMBOLO SULLA SINISTRA VA SEMPRE BARRATO. Altrimenti, il voto non è valido per l'attribuzione dei seggi alla provincia.

NB: i nomi del listino del presidente NON SONO INDICABILI tra le preferenze.

Sull'ambiente in campagna elettorale succede di tutto...

Al Segretario cittadino del PD

La ringrazio per la risposta ma non ha passato l’esame sui temi ambientali e continua a prendermi in giro.
Io dico e scrivo queste cose indipendentemente da
campagne elettorali da molti anni per cercare di convincervi che non sono le
scelte giuste. I suoi compagni e i cittadini di Modena lo sanno.
Sulla pianificazione ambientale a Modena, lasciamo perdere, dal dopoguerra
ad oggi non è cambiato nulla. Nella zona Nord di Modena prima c’erano le
acciaierie e le fonderie ed ora inceneritore, depuratore, discarica, Alta
Velocità, carceri e CPT, zona industriale e trasporto pesante per ovvi motivi
sul particolare consenso elettorale degli abitanti. In pratica i più fedeli
sono quelli che avete trattato peggio. Ma prima o poi i nodi vengono al
pettine.
Lei scrive che l'apertura della nuova linea dell'inceneritore ha permesso la
chiusura delle due linee più obsolete: in realtà le linee piu’ vecchie sono
ferme dall’incendio del 29/09/2009, una delle quali è in fase di adeguamento
e a regime quell’impianto brucerà comunque il doppio di prima. E dovrete
trovargli carta e plastica da bruciare altrimenti non funziona correttamente.
Stendiamo un velo sulla raccolta porta a porta a Modena. Partita ad Albareto
ed ora abbandonata. Avete demotivato dei cittadini convinti.
Non è politicamente sostenuta perché non redditizia vista la scelta del
raddoppio dell’inceneritore. La raccolta differenziata al 65% è un obbligo di
legge entro il 2012 e non entro il 2014 come lei dice. Voglio vedere come fate
ad arrivarci con questo sistema, inventerete qualche numero.
Non parlo solo di rifiuti ma anche di traffico e di autostrada quando cito l’
inquinamento della nostra zona. Lo può leggere negli articoli che ho scritto e
che trova in rete. L’ho sostenuto anche pochi giorni fa in un dibattito a S.
Felice in cui si parlava del maxi deposito di gas di Rivara e dell’autostrada
Cispadana. Idea e tracciato vecchio e superato. Il trasporto delle merci della
bassa modenese può essere superato potenziando ferrovie e scali merci. E per il
resto interventi minori sulle strade esistenti. Sono stata la sola a
sostenerlo. Qui vi conveniva dichiarare il contrario per motivi elettorali?
Come per la bretella Modena /Sassuolo.
Anche se Errani in campagna elettorale,l’ho sentito pochi giorni fa, racconta che in regione è necessario potenziare il trasporto su rotaia.
Bello anche il progetto di ampliamento della città, lo sviluppo forsennato di
territorio e la Modena Futura.
Siete bravi a parlare ma nei fatti molto meno.

Sandra Poppi

mercoledì 24 marzo 2010

L’INCENERITORE NON E’ CADUTO DAL CIELO!

Questo è l'articolo che oggi ho inviato alla stampa locale con riferimento alla campagna elettorale del PD e in particolare di una sua esponente candidata alle regionali che rispetto comunque e apprezzo come donna per l'iniziativa e la volontà. Questa è purtroppo la realtà. Da 8 anni sto dicendo e scrivendo delle cose che nessuno vuole sentire. Abbiamo speso denaro e tempo per fare numerose iniziative tra cui il ricorso al Tar e al consiglio di stato per opporci al funzionamento dell'inceneritore di Modena. Mi sento ampiamente presa in giro. Spero che in futuro si possa fare di meglio.


Modena, 24 marzo 2010

L’INCENERITORE NON E’ CADUTO DAL CIELO!

Sono indignata per la disonesta’ morale con cui questa campagna elettorale viene condotta dai partiti e dai suoi candidati.
Per molti anni mi sono occupata in prima persona di rifiuti, inceneritore e ambiente.
Assieme al Wwf e al Comitato Modena Salute Ambiente ho fatto l’impossibile per informare i cittadini e portare avanti una diversa gestione dei rifiuti e oppormi al raddoppio dell’impianto. Siamo stati spesso inascoltati e derisi. Innominabile per anni, l’inceneritore, roba da dittatura non democrazia!
L’ho detto al comizio con Grillo e lo ripeto:
Il raddoppio è stato voluto e “difeso” da chi governa questa città contro tutto e tutti, contro l’Ordine dei Medici, contro i cittadini, contro il TAR, contro il Registro dei tumori e persino a volte contro i loro stessi programmi elettorali!
Ignorando e respingendo una più che positiva esperienza di raccolta differenziata domiciliare ad Albareto. Se estesa a Modena e a tutti comuni della provincia eviterebbe l’utilizzo dell’inceneritore.
Affermano che non hanno soldi per realizzare il porta a porta, ma hanno trovato 100 milioni di euro per costruire il raddoppio che funzionerà per prossimi 25/30 anni. A spese nostre e passando sopra alla nostra salute. Tant’è che la popolazione femminile delle zone circostanti l’impianto è sottoposta ad uno speciale programma di sorveglianza sanitaria.
Non fidatevi. Nessuno ci ha dato la possibilità, al momento delle decisioni, di conoscere e di decidere nulla. E adesso il PD si fa paladino dell'ambiente. Parole ma nei fatti l'esatto contrario.
Infatti, negli ultimi mesi, la Consigliera e ora Candidata alle regionali ( ovvio, non solo lei ):
- ha votato contro il nostro emendamento per acquistare le lavastoviglie da installare nelle scuole materne, provvedimento occorrente per eliminare le posate e le stoviglie usa e getta;
- ha votato contro l'emendamento in cui chiedevamo di usare 1.700.000 euro del bilancio comunale, relativo al disagio ambientale dovuto agli impianti Hera, per fare la raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale;
- si è astenuta sull'odg che chiedeva, oltre alla riduzione dei rifiuti, lo studio di fattibilità per fare la raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale;
- si è astenuta sull'odg che prevedeva oltre alla riduzione dei rifiuti di chiudere la linea più vecchia dell'inceneritore di via Cavazza;
Per il PD guai a toccarlo l’inceneritore, sia per la segreteria e dirigenza che per il Sindaco che per l’assessore all’Ambiente.
Certo, questa è campagna elettorale, però cerchiamo di essere onesti, coerenti e di promettere il possibile.
Sappiate che resteremo a controllare il vostro operato.

Sandra Poppi

venerdì 19 marzo 2010

Dal mio programma: SCUOLA PUBBLICA E DI QUALITA'



E' tra i punti del mio programma e domani in via Emilia a Modena ci sarò. I finanziamenti statali devono andare soprattutto alla scuola pubblica che pretendiamo sia di qualità.
Nella finanziaria 2010 ci sono 230 milioni di euro in meno per la scuola statale e 140 milioni in piu' per quella privata.
I continui tagli ai fondi delle scuole, a cui assistiamo da anni, costringono i genitori a sostenere sempre maggiori costi in cambio di una scuola sempre meno efficiente.
Ai nostri figli viene progressivamente sottratto il diritto ad una scuola non solo di qualità, ma persino che garantisca la sicurezza.

mercoledì 17 marzo 2010

Elezioni Regionali 2010

SABATO 20 MARZO 2010 ORE 11,30
Modena - Piazza Grande


saranno presenti:

GIANLUIGI SALVADOR
Movimento per la Decrescita Felice (MDF)

GIOVANNI FAVIA
Canditato presidente per il MoVimento 5 stelle Emilia Romagna

Antonella Guidetti, Massimo Sernesi, Sandra Poppi,
Roberto Galantini, Rocco Cipriano, Enrica Manenti

Candidati alle elezioni regionali
e
BEPPE GRILLO




martedì 16 marzo 2010

DIRITTO ALLA CASA

ALLOGGI POPOLARI , MODIFICARE IL CRITERIO
DI ASSEGNAZIONE E MANTENIMENTO

Al congresso del Sunia è emerso in modo chiaro che il problema del diritto
alla casa, dell'affitto e dell'assegnazioni degli alloggi popolari è grave e
sempre più strutturale. La lista di attesa di 6.000 domande per la richiesta di
un alloggio popolare non è ammissibile in una provincia tra le più avanzate di
Italia. La proposta per iniziare a risolvere questo problema si può
concretizzare nella modifica della Legge regionale e negli atti amministrativi
conseguenti che stabiliscono i criteri di assegnazione e di mantenimento degli
alloggi popolari in Emilia Romagna. Per avere diritto ad un alloggio popolare
occorre avere un redditto ISEE del nucleo famigliare non superiore a 34.308
euro. E' un limite accettabile che permette di pagare un affitto ragionevole e
che a mio avviso va mantenuto.
Il problema è tutto nel limite da non superare come nucleo famigliare per
mantenere l'alloggio popolare. E' sufficiente non superare un reddito ISEE di
euro 51.462,90! Con questo reddito di nucleo famigliare si può mantenere anche
un'auto di lusso. E' questo limite che ingessa l'assegnazione delle case
popolari. Con questo limite un nucleo famigliare manterrà la casa popolare a
vita. In questo modo si blocca tutto e chi è fuori è fuori e chi è dentro è
dentro.
Invito gli addetti ai lavori ad appoggiare le nostre iniziative per modificare
quel limite. E' una iniziativa giusta che porteremo all'assemblea regionale
dell'Emilia Romagna e perché coniuga due pilastri fondamentali del nostro
programma: il diritto alla casa per tutti e la tutela del territorio agricolo
della nostra regione.

lunedì 15 marzo 2010

Le 5 Stelle del programma

ENERGIA - RIFIUTI ZERO - ACQUA PUBBLICA
Energia rinnovabile, non nucleare. No al deposito gas di
Rivara. Riduzione degli imballaggi, raccolta porta a porta, riciclo,
riuso, risparmio. Chiusura progressiva di inceneritori e discariche.
L'acqua è un bene universale e deve rimanere a gestione pubblica.

AMBIENTE E MOBILITA'
Stop al consumo di territorio. No alle escavazioni di ghiaia.
Recupero delle aree dismesse e riqualificazione energetica e in
bio-edilizia degli edifici esistenti.
Muoversi con intelligenza. Meno trasporti su gomma e più su rotaia.

ECONOMIA E LAVORO - SALUTE
Economia verde, prodotti a km zero, agricoltura biologica, no Ogm. Risparmio
e qualità in campagna e sulla tavola. Valorizzazione e tutela dell'ambiente,
della cultura e del turismo, di città, aree naturali e montane.
Stili di vita sani, prevenzione, farmaci naturali, sanità pubblica ed efficiente.

LEGALITA' E SICUREZZA - NO ALLA CASTA
Fuori la mafia dalla regione. Stop alla casta e ai suoi sprechi ed abusi.
Solo due mandati elettorali. Divieto di cumulo delle cariche pubbliche.
No al lavoro nero. Regole valide per tutti.

DEMOCRAZIA - INTERNET - ISTRUZIONE
Condivisione delle decisioni e del sapere.
Scuola pubblica e di qualità.
Internet libero e gratuito per tutti.
Libertà di pensiero e di stampa.

Il programma completo del MoVimento su:
www.emiliaromagna5stelle.it

QUESTO E' CIO' SU CUI INTENDO IMPEGNARMI



Elezioni Regionali 2010. Programma.

1. Ambiente e territorio
2. Attività Produttive, Sviluppo Economico e Energia
3. Mobilità e trasporti
4. Salute
5. Programmazione, Sviluppo Territoriale e Urbanistica
6. Politiche sociali, sicurezza, partecipazione e welfare
7. Agricoltura
8 Beni Culturali e Sport
9. Turismo e Commercio
10. Scuola, Formazione e Università
11. Elenco Principali Vertenze ordinate a livello Provinciale


1. Ambiente e Territorio
Negli ultimi decenni, anche nella nostra Regione sono state consumate in modo permanente risorse naturali e paesaggistiche di importanza fondamentale il cui recupero non sarà più possibile, mentre noi crediamo che la tutela dell’ambiente non possa essere asservita a logiche economiche che ne compromettono l’efficacia
I Piani Regionali varati nella precedente legislatura per le attività estrattive, la gestione dei rifiuti, il coordinamento del territorio, la qualità dell’aria e la tutela delle acque non sono stati ispirati da obiettivi di preservazione delle risorse naturali e lasciano ampi margini per iniziative sul territorio nocive per l’ambiente e per la qualità della vita dei cittadini (aumentano gli inceneritori, non diminuisce la quantità di ghiaia estratta dalle cave, è previsto l’aumento delle centrali idroelettriche sui fiumi e degli impianti eolici sulle montagne).
I nostri obiettivi:
- Impedire la costruzione di nuovi inceneritori e favorire la dismissione graduale di quelli esistenti a favore della raccolta differenziata in tutto il territorio Regionale
- Promuovere la riduzione di 100 kg/anno a testa di rifiuti con incentivi per l’estensione della raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale e per il compostaggio domestico
- Promozione di una tassa sull’incenerimento
- Attuare interventi di disincentivazione delle attività e dei fattori inquinanti (veicoli e attività industriali)
- Introdurre tecnologie e processi per ridurre i consumi idrici nel settore industriale e agricolo
- Incrementare e valorizzare il patrimonio forestale.
- Predisporre un piano faunistico Regionale per la protezione della Fauna selvatica come previsto dalle Direttive Comunitarie
- Ampliare la superficie di Aree Protette e approntare specifici piani di tutela contro iniziative che ne possano compromettere l’equilibrio
- Ridurre significativamente l’estrazione di ghiaia in tutto il territorio Regionale
- Contrastare la nuova costruzione di mini centrali idroelettriche privilegiando l'uso di manufatti già esistenti nei fiumi (es.: briglie e sbarramenti).
- Qualora risulti necessaria la costruzione di nuove briglie e/o il rifacimento di quelle esistenti, prevedere sempre la scala di risalita per la fauna ittica e uno "scivolo" per la pratica di sport fluviali (canoa, kayak e rafting).
- Opporsi alla costruzione dei grandi parchi eolici sui crinali che compromettono il territorio montano e privi di concreta redditività economica.
- Pubblicazione su sito web di tutte le basi dati analitiche prodotte da ARPA
- Proporre l’integrazione nello Statuto Regionale dei diritti della natura alla pari dei diritti umani, sociali e politici
2. Attività Produttive, Sviluppo Economico e Energia
Nella Regione Emilia-Romagna è stato registrato un forte incremento del ricorso alla cassa integrazione anche in settori tradizionalmente forti come quelli della meccanica e dell’edilizia. Occorre pensare a processi di cambiamento delle produzioni.
La Giunta Regionale ha assunto particolari impegni per favorire processi di sviluppo imprenditoriale ed economico supportati da politiche per l’innovazione tramite il Programma Regionale per la Ricerca Industriale, l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico. Riteniamo che l’innovazione debba essere non solo tecnologica ma anche organizzativa e di rete. La creazione di fondi per la ricerca e l’innovazione non è sufficiente per decretare il successo di un’economia locale, e la creazione di tecnopoli e strutture dedicate dovrà essere valutata attentamente per non creare cattedrali prive di veri legami con il territorio e il suo tessuto imprenditoriale.
La Regione Emilia-Romagna deve dichiarare il proprio territorio Denuclearizzato e promuovere una efficace politica di promozione delle energie rinnovabili, educando i cittadini all’utilizzo razionale di tutte le energie fossili o non rinnovabili.
I nostri obiettivi:
- Perseguire un modello di industria caratterizzato da minori consumi energetici e di
materie prime
- Contrastare la disoccupazione anche con una apposita Legge anti-delocalizzazione come già approvato dalla Regione Marche il 7 Luglio 2009.
- Contrastare la costruzione di centrali a biomasse quando costituite da colture dedicate
- Incentivare la produzione di energie alternative: fotovoltaico, idrogeno, mini-eolico,
- eolico offshore, biogas, micro-cogenerazione, mini idroelettrico solo in punti non dannosi per gli aspetti ecologici dei corsi d’acqu, energia da biomasse da scarti agricoli a filiera corta o zootecnici e agroalimentari locali, energia dal moto ondoso
- Promuovere la riconversione in impianti micro eolici dei pali delle vecchie seggiovie dismesse in alto Appennino
- Estendere a tutte le fonti rinnovabili la possibilità di riversare energia in rete
- Incentivare l’applicazione della normativa sulla certificazione energetica nella compravendita degli edifici, anche mediante l’attivazione di convenzioni tra i certificatori e l’ente pubblico
- Ridurre di almeno il 50% in 10 anni i consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziarie per gli inadempienti
- Facilitare l’accesso al credito per le piccole e medie imprese
- Evitare la moltiplicazione di Società, Consorzi, ecc. partecipati dalla Regione che si occupano a diverso titolo di sviluppo economico del territorio: ridurre il loro numero e ridurre i loro costi di gestione riducendo le poltrone a gettone ù
- Rivedere le competenze dei Consorzi di Bonifica prevedendo la non obbligatorietà di iscrizione per i proprietari di terreni o di immobili prossimi ai corsi d’acqua
- Incentivare i progetti di nuova imprenditorialità giovanile, con agevolazioni e supporto dal punto di vista finanziario, logistico e organizzativo
- Incentivare maggiormente l’economia della conoscenza, il terziario avanzato e le imprese di carattere innovativo e non tradizionale
- Incentivare la nascita di nuove imprese di tipo spin-off in collaborazione con gli Enti di ricerca
- Incentivare l’adozione e l’espansione del telelavoro
- Investire sul completamento della rete a fibre ottiche per la gestione pubblica dei nodi senza intermediari (“in-house”)
- Costituire società a intera partecipazione pubblica per la gestione delle reti telematiche per le connessioni Internet con tendenza al costo zero per l’utente finale
- Promuovere nuove modalità di trasmissione del segnale Internet tramite wi-max ecc
- Introdurre software di tipo open source in tutti gli uffici pubblici
- Promuovere la pubblicazione di cartografie a varie scale delle coperture wi-fi del territorio Regionale.
3. Mobilità e trasporti
La mobilità è tema di importanza fondamentale per la comunità perché la sua pianificazione impatta fortemente sul territorio in termini di investimenti destinati alle opere infrastrutturali, aumento del traffico e dell’inquinamento (dell’aria e acustico), sicurezza e offerta di servizi pubblici alternativi. Il PRIT (Piano Regionale Integrato dei Trasporti) 1998-2010 si è rivelato insufficiente negli obiettivi di incentivare il trasporto pubblico rispetto a quello privato.
Il miglioramento e il coordinamento del trasporto pubblico sono impegni qualificanti della programmazione regionale, ma devono essere accompagnati da proposte innovative di servizio al cittadino che sappiano disincentivare l’utilizzo delle auto e aumentare l’utilizzo di trasporti a basso impatto ambientale.
La costruzione di nuove arterie stradali e autostradali dovrà essere condizionato a valutazioni di impatto ambientale rigorose che tengano conto di quali vantaggi e svantaggi gli abitanti del territorio trarranno dalla loro realizzazione, e quale sarà il reale beneficio per la comunità che ne dovrà sopportare il peso con l’accoglimento delle infrastrutture.
I nostri obiettivi:
- Ridurre il trasporto su gomma commerciale e privato tramite il potenziamento delle reti ferroviarie e una pianificazione innovativa degli orari e dei servizi connessi, con particolare attenzione alle necessità dei pendolari
- Promuovere forme miste di trasporto come TIR su treno ecc.
- Promuovere il trasporto fluviale
- Rivedere i progetti delle Bretelle Autostradali e dell’ Autostrada Cispadana: gli impatti sul territorio di entrambe le infrastrutture impongono alla Regione Emilia-Romagna una rilettura immediata della reale necessità di queste opere, della loro tipologia stradale e dei tracciati che potranno avere
- Privilegiare il potenziamento della rete stradale minore distribuita sul territorio, rispetto alla costruzione di nuove autostrade
- Concordare con i Comuni e le Province una organizzazione dei trasporti pubblici integrata tra autobus e ferrovie, che faciliti la mobilità e riduca l’utilizzo delle auto private
- Promuovere la proprietà pubblica delle reti dei trasporti evitando “nuove Hera”
- Promuovere l’impiego di bici+treno e bici+bus
- Promuovere il sistema bike-sharing in ogni stazione ferroviaria
- Promuovere la trazione GPL e Metano
- Disincentivarel’impiego di auto semivuote
- Sperimentare modalità di trasporto elettrico per merci e persone, in particolare nei centri storici e nei collegamenti intracomunali.
- Promuovere ovunque possibile l’impiego della bicicletta come mezzo di trasporto principale in grado di sottrarre traffico alla rete stradale
4. Salute
La Regione Emilia-Romagna sostiene di essere tra le più avanzate nella tutela della salute. Noi pensiamo che esistano ampi margini per migliorare. Riteniamo che sia necessario fermare il consumismo sanitario di farmaci, esami diagnostici e interventi chirurgici spesso inutili e pericolosi. Pensiamo che la prevenzione sia la chiave di volta di un buon sistema sanitario. Pensiamo che il rapporto esistente tra salute e ambiente vada approfondito con indagini opportune e con misure opportune di carattere preventivo. Pensiamo che il merito e l’etica debbano cacciare i politici riciclati dai luoghi preposti alla tutela della salute.
I nostri obiettivi:
---Assicurare un presidio medico minimo anche nei centri scarsamente abitati
--Concertare con l’Assessorato all’Ambiente azioni e comportamenti espressamente dedicati alla medicina preventiva come: riduzione degli inceneritori e di tutti i processi di combustione, domeniche a piedi in tutto il territorio regionale ecc
--Riconoscere e utilizzare le medicine complementari come Agopuntura, Fitoterapia ecc.come già effettuato in Regione Toscana.
---Promuovere la riduzione dei consumi di cibo animale
---Promuovere il riconoscimento della libertà di cura e di vaccinazione
5. Programmazione, Sviluppo Territoriale, Urbanistica e Servizi Pubblici
. La Regione Emilia-Romagna con il Piano Territoriale Regionale 1990-2009 non ha messo in atto in modo sufficiente azioni di contrasto alle espansioni urbane che consumano in maniera irreversibile il territorio e non rispondono alle reali esigenze della cittadinanza, lasciando spazio a politiche di concessione discutibili e sospette.
Nel nuovo Piano Territoriale Regionale appena approvato non sono presenti limitazioni precise per l’utilizzo di nuovo suolo né indicazioni precise per riqualificare l’offerta esistente e inutilizzata. Di fatto molte funzioni sono state delegate alle Province.
La privatizzazione dei servizi di fornitura di acqua, luce, gas, gestione dei rifiuti e delle reti telematiche produce una riduzione della qualità dei servizi e un aumento dei costi.
La partecipazione degli Enti Locali in Società per Azioni comporta un conflitto di interessi e una distorsione delle regole del mercato. La frammentazione dei sistemi di gestione dei servizi a scala Comunale non è adeguata alla dimensione delle risorse che sono distribuite su aree vaste. La Regione Emilia-Romagna dovrà quindi svolgere il suo ruolo di garante dei servizi ai cittadini, favorendo la costituzione di Società a partecipazione pubblica per la gestione dei servizi.
I nostri obiettivi:
- Rivedere i piani di espansione urbanistica sulla base delle reali necessità delle aree Provinciali
- Riutilizzare aree dismesse per ridurre lo spreco di territorio
- Promuovere una Tassa Regionale controilconsumo di territorio
- Incrementare il patrimonio in locazione a canone sociale
- Aumentare il numero di alloggi pubblici per l’affitto permanente
- Attuare politiche di sostegno ad un mercato dell’affitto a costi sostenibili
- Favorire il diritto alla casa a particolari categorie sociali: anziani, studenti, famiglie con disabili, giovani
- Garantire una rigorosa politica di monitoraggio e controllo finale dei lavori appaltati, per rilevare errori e inefficienze della realizzazione/manutenzione delle opere, in particolare nel caso del sub-appalto
- Introdurre tecniche costruttive d’avanguardia per i materiali da impiegare, per il risparmio energetico e per i criteri antisismici incentivando la ristrutturazione energetica degli edifici e delle aziende sul modello delle Energy Service Company
- Pianificare le aree produttive nel rispetto di un maggiore rigore nella previsione dei bisogni delle imprese.
- Predisporre rigorose politiche di indirizzo per la riduzione della produzione di rifiuti
- Promuovere la modifica degli accordi di concessione per consentire la raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale e migliorarne la gestione
- Promuovere la cultura dell’acqua come bene pubblico e la cultura del suo risparmio
- Costituire società a intera partecipazione pubblica per la gestione delle reti idriche con dimensione provinciale o regionale.
- Promuovere il consumo di acqua da rete idrica al posto della minerale
- Evitare che per equilibri di bilancio si rendano necessari finanziamenti esterni come quelli derivanti dalla costruzione di nuove infrastrutture viarie non necessarie
- Utilizzare il patrimonio immobiliare inutilizzato per gli uffici pubblici o per destinazioni di interesse pubblico
- Ridurre gli spazi utilizzati dagli uffici Regionali in affitto
6. Politiche Sociali, Sicurezza, Partecipazione e Welfare
Nei momenti di crisi economica e occupazionale come quella attuale, la ripresa dell’attività produttiva non deve essere perseguita a tutti i costi, quasi fosse l’unico rimedio per rimettere in moto l’economia. È necessario un nuovo modello di sviluppo che abbia al proprio centro la qualità della vita dei cittadini e il loro benessere.
I redditi delle famiglie devono essere sostenuti con politiche di intervento straordinarie nei momenti di maggiore criticità, ma anche con la diffusione di modelli di offerta e di consumo che facciano leva sull’eticità e sulla solidarietà territoriale (mercati contadini, banche del tempo, agevolazioni bancarie per il microcredito, progetti di solidarietà sostenuti dalle banche, dalle istituzioni etc.).
I fenomeni delle migrazioni di massa hanno raggiunto livelli mai conosciuti prima anche nella nostra Regione. Questo impone una nuova visione della convivenza e dei servizi primari da garantire agli immigrati.
Le nuove norme derivanti dal recente Decreto Sicurezza inducono però i cittadini non regolari a comportamenti che vanno in senso opposto alle possibilità di integrazione, come la non registrazione dei nuovi nati e il non utilizzo di strutture pubbliche per problemi sanitari, con gravissimi rischi per la vita e la salute della comunità nella sua interezza.
Nella nostra Regione sono stati registrati gravi episodi di infiltrazione mafiosa soprattutto nei settori economici connessi con l’edilizia. Azioni e comportamenti illegali sono inoltre registrabili anche tra le fasce più esposte delle popolazioni di immigrati, favoriti dalle difficoltà economiche e di integrazione.
Il diritto alla legalità è una priorità che la Regione Emilia-Romagna deve assicurare attraverso un rigoroso controllo del territorio e delle attività economiche più esposte alle infiltrazioni criminali anche attraverso un migliore impiego degli Ispettori del Lavoro.
In tutto il territorio Regionale è stata registrata la nascita di Comitati e Associazioni che si oppongono a scelte effettuate dagli Enti Locali. Ciò è indice di scarsa capacità di ascolto e coinvolgimento della popolazione da parte degli Amministratori.
La Regione Emilia-Romagna non rende sufficientemente trasparenti le proprie scelte anche per quanto attiene alle nomine di propri rappresentanti in Consorzi, Società partecipate, Istituti.
I nostri obiettivi:
- Dedicare una maggiore attenzione alle necessità di assistenza alle famiglie numerose a basso reddito, alle persone disabili, agli anziani a basso reddito e alle persone sole in genere
- Garantire il diritto all’asilo per tutti i bambini e revisione delle graduatorie
- Sostenere maggiormente le azioni legate al contrasto del disagio psicologico anche degli adulti
- Semplificare le procedure per ottenere l’accesso ad agevolazioni e servizi
- Accelerare la realizzazione del programma di adeguamento degli edifici scolastici con particolare riguardo alle norme antisismiche, energetiche e di sicurezza.
- Limitare il ricorso a forme di sub-appalto nella realizzazione di opere di carattere pubblico e, laddove ammesso, garantire i più rigorosi controlli
- Sostenere una politica di pari opportunità attraverso azioni concrete soprattutto nei luoghi di lavoro tramite incentivi e penalizzazioni.
- Favorire qualsiasi procedura idonea alla regolarizzazione dei cittadini che posseggono i requisiti o sono prossimi a raggiungerli.
- Evitare la creazione di ghetti abitativi che favoriscano la tendenza all’isolamento culturale degli immigrati e il proliferare di atteggiamenti illegali e socialmente pericolosi.
- Promuovere servizi volti all’integrazione e al controllo dei diritti/doveri degli immigrati.
- Promuovere la parificazione dei ruoli e delle funzioni della Polizia Locale a quella dei Corpi di Polizia.
- Predisporre un sistema permanente e interattivo di consultazione e confronto con i Comitati, le Associazioni e i cittadini sulle scelte che riguardano la vita delle comunità.
- Aprire ai cittadini tutte le sedute del Consiglio e della Giunta Regionale e le riunioni istituzionali in cui siano presenti amministratori pubblici, dando loro facoltà di riprendere, registrare e trasmettere in Internet gli interventi.
- Pubblicare in Internet tutte le decisioni degli amministratori e dei dirigenti pubblici.
- Promozione di una Legge di Riforma delle Nomine (Legge anti Casta) e promozione dei suoi contenuti anche presso Province e Comuni
- Pubblicare in Internet le delibere di Giunta e di Consiglio, e le determinazioni dirigenziali che riguardano le nomine comprensive di candidature, curricula e motivazioni della designazione secondo i criteri e le modalità proposte nella Proposta di Legge di Iniziativa Popolare di Riforma delle Nomine (Legge anti Casta)
- Abbassare il Quorum di firme di elettori necessario per la presentazione di Leggi di Iniziativa Popolare
- Ridurre le consulenze e le esternalizzazioni, valorizzando le competenze interne
7. Agricoltura
L’agricoltura sta soffrendo da anni di un progressivo abbandono sia dal punto di vista occupazionale sia da quello della salvaguardia dei terreni da coltura, e la prima e più drammatica conseguenza è l’incapacità del paese di sostenere i propri consumi alimentari. L’attenzione della politica si concentra prevalentemente sulle esigenze di chi vende piuttosto di quelle di chi coltiva e consuma. La progressiva diminuzione della superficie agricola indica le insufficienze del Programma Regionale di Sviluppo Rurale 2007-2013. Noi crediamo invece che l’agricoltura possa trarre grande vantaggio dal suo radicamento sul territorio, dagli elementi di qualità e diversità, e dalla capacità delle nostre aree rurali di essere al servizio dei cittadini, a condizione che vengano offerti strumenti di tutela e promozione del lavoro agricolo, e proposte innovative per la commercializzazione delle produzioni locali.
I nostri obiettivi:
- Garantire incentivi all'agricoltura locale, sostenibile e biologica, tramite finanziamenti agevolati ai giovani che vogliono diventare agricoltori, la promozione delle energie rinnovabili, la copertura della banda larga nelle aree rurali, il miglioramento delle infrastrutture nelle campagne
- Promuovere e incentivare la produzione e il consumo di prodotti locali, le strategie di filiera corta, le produzioni di carattere biologico e non geneticamente modificato
- Incentivare la partecipazione sociale ai Gruppi di Acquisto Solidale, l’istituzione di mercati contadini e di mercati agricoli “km Zero” in ogni Comune.
- Evitare lo spreco di territorio agricolo per la produzione di biomasse per finalità energetiche
- Promuovere la realizzazione di Piani di Azione sui diritti al benessere animale per gli animali d’allevamento e domestici in tutto il territorio Regionale
- Vietare l’utilizzo dei richiami vivi per la caccia
8. Beni Culturali e Sport
L’offerta culturale nel territorio Regionale è disomogenea. La Regione Emilia-Romagna tramite i Piani per la Promozione di Attività Culturali e degli Interventi in materia di Biblioteche, Archivi Storici, Musei e Beni Culturali ha spesso finanziato a pioggia iniziative di singoli soggetti con conseguente dispersione di risorse e risultati insufficienti.
Occorre promuovere una caratterizzazione culturale del territorio Regionale di più ampio respiro che consenta il coinvolgimento di settori creativi oggi inutilizzati. In questo modo è possibile sfuggire al generale impoverimento complessivo che colpisce anche lo sport locale spesso dominato solo dal calcio.
- Verificare l’effettivo utilizzo dei contributi assegnati e dei risultati ottenuti da parte di Enti, Fondazioni, Istituzioni ecc. di cui la Regione è finanziatore stabile
- Controllare le modalità di utilizzazione dei finanziamenti regionali destinati a soggetti pubblici e privati e misurare l’efficacia degli interventi
- Destinare risorse agli Istituti culturali esistenti se ben funzionanti, evitando di creare nuove strutture
- Promuovere la creazione di sistemi museali e archivistici tra Enti locali diversi per l’ottimizzazione delle risorse disponibili
- Privilegiare il sostegno finanziario ad iniziative proposte da soggetti pubblici o privati quando coordinati tra loro
- Collaborare con le Soprintendenze Statali segnalando l’esistenza sul territorio di emergenze naturalistiche, artistiche o culturali detenute da soggetti privati per favorirne la tutela
- Censire e valorizzare le testimonianze culturali più deboli (fonti orali, lingua e musica popolare, maestà lungo le vie, ecc.)
- Promuovere il recupero dei borghi abbandonati
- Promuovere e garantire ai cittadini la possibilità di fare attività sportiva nell’ambito di una più vasta rete di servizi.
9. Turismo e Commercio
La qualità dell’offerta turistica deve essere il risultato di una più efficace progettazione dell’immagine del territorio Regionale con il suo patrimonio artistico e culturale, e con le sue potenzialità.
L’offerta turistica Regionale ha bisogno di essere rilanciata facendo leva sulle competenze e sulla capacità espressiva di artisti, architetti e operatori del settore che sappiano valorizzare le forze presenti anche nella nostra realtà. Il miglioramento della rete commerciale al dettaglio può risollevare le sorti dei nostri centri urbani.
I nostri obiettivi:
-- Sostenere forme di turismo non consumistico e sostenibile
-- Non incentivare solo la grande distribuzione commerciale
10. Scuola, Formazione e Università
Nel territorio della Regione Emilia-Romagna sono presenti troppi Atenei Universitari e un numero esorbitante di sedi decentrate. Il finanziamento Statale non è più sufficiente da anni per garantire un buon funzionamento delle nostre Università.
La Regione Emilia-Romagna deve svolgere un ruolo attivo nella razionalizzazione del sistema Universitario tramite Convenzioni o co-partecipazione a Fondazioni Universitarie.
La Regione dovrà inoltre farsi carico della diminuzione della qualità dell’insegnamento scolastico originata dalla politica dei tagli decisa dal Governo e migliorare l’offerta scolastica.
La Regione dispone di specifiche competenze nel settore della formazione che dovranno essere indirizzate alla facilitazione per il reinserimento nel mondo del lavoro.
I nostri obiettivi:
- Favorire la istituzione di un unico Ateneo della Regione Emilia-Romagna con non più di una sede per ogni Capoluogo Provinciale.
- Affiancare la scuola Statale con propri docenti in grado di tenere corsi di carattere riconosciuto.
- Favorire lo sviluppo di competenze di tipo trasversale e non solo di carattere tecnico specialistico, per facilitare la capacità progettuale dei lavoratori espulsi dal mondo della produzione e la loro possibilità di essere reimpiegati anche in settori differenti da quello di provenienza.
- Promuovere l’adozione di testi elettronici nelle scuole dell’Emilia-Romagna
- Collegare tutte le scuole della Regione tra loro con Internet a banda larga
- Promuovere il recupero di materiale informatico dismesso da Enti, Aziende e privati per rigenerarlo e donarlo alle scuole
11.Vertenze ambientali nel territorio Regionale
Sono stati consultati i siti web di tipo Provinciale e Regionale di Legambiente, Italia Nostra, WWF. Sono anche stati consultati siti di Comitati specifici, blog dei MeetUp, siti di Liste Civiche.
Risulta che in TUTTE le provincie esistono vertenze comuni sull’eccesso di cemento, sull’impiego di inceneritori e sull’inquinamento atmosferico. A queste vertenze comuni si aggiungono ULTERIORI vertenze locali che hanno indotto la nascita di Comitati o stimolato l’attività di Associazioni come Legambiente, Italia Nostra, WWF o anche di MeetUp e Liste Civiche.
Sono riassunte sommariamente come segue:

Piacenza
1) Fiumi Trebbia, Nure, Aveto. Vertenza contro l’intubamento delle acque dei fiumi e torrenti e la loro messa in stress idrico.
2) Captazione abusiva delle sorgenti
3) Raccolta differenziata
4) Possibile riattivazione della centrale nucleare di Caorso
Parma
1) Costruzione Autostrada Tirreno-Brennero
2) Costruzione tangenziale Lesignano
Reggio Emilia
1) Centrali idroelettriche nei fiumi
2) Polveri sottili
3) Discarica Bacchi
Modena
1) Cave
2) Centrali idroelettriche nei fiumi
3) Progetto stoccaggio sotterraneo gas Rivara
4) Costruzione Autostrada Cispadana
5) Costruzione impianto fabbricazione bitume Savignano sul Panaro
6) Discarica Emiliana Rottami
Bologna
1) Impianto fabbricazione asfalto S.Viola
2) Costruzione Parco Eolico Camugnano
3) Costruzione sistema ferroviario metropolitano
4) Elettrodotto Appenninico
Ferrara
1) Inquinamento aria
2) Acqua Pubblica
Ravenna
1) Cave
2) Costruzione Centrale a Biomasse
3) Possibile costruzione di una centrale nucleare
Forlì-Cesena
1) Rifiuti. Raccolta differenziata a cassonetto stradale e multimateriale.
2) Graduatorie accesso case popolari
3) Centro commerciale in parte abusivo a Forlì (uscita autostrada)
4) Trasformazione E45 in autostrada E55
5) Difficile situazione parcheggi dell’Osservanza e del CAPS a Cesena
6) Smembramento Centro Diurno per disagiati psichici Don Minzoni di Cesena
7) Piste ciclabili insufficienti
8) Malesseri e inquinamenti indotti da stabilimento Amadori
9) Mancata realizzazione della Moschea a Cesena
Rimini
1) inquinamento marino
2) cave

Vedi il programma anche su www.emiliaromagna5stelle.it

domenica 14 marzo 2010

Decalogo delle richieste WWF ai candidati alle Regioni

Il fattore A come Ambiente per me pesa molto.
10 priorità comuni a tutte le Regioni, su cui il WWF chiede precisi impegni ed io mi impegnerò

  • 1. tutelare la ricchezza naturale delle regioni, predisponendo Piani d’azione regionali e inserendo la tutela della biodiversità nella pianificazione territoriale e nei programmi operativi economico-finanziari;
  • 2. perseguire l’Obiettivo: consumo del suolo “zero”, prevedendo che i nuovi piani paesistici contengano obiettivi chiari e misurabili di riduzione progressiva e significativa del consumo del suolo (favorito da interventi estemporanei, da abbandonare, come il c.d. Piano Casa);
  • 3. pianificare per prevenire il dissesto idrogeologico, adottando Piani di tutela delle acque in linea con l’Europa che facciano decollare la gestione dei Distretti idrografici per contrastare il rischio idrogeologico e conseguire il traguardo del “buono stato ecologico di laghi e fiumi”;
  • 4. far respirare i territori assediati dal traffico, inserendo nei Piani regionali dei trasporti obiettivi espliciti di riduzione delle emissioni di Co2, di rientro nei limiti per l’inquinamento dell’aria (in particolare per quanto riguarda NO2 e di PM10) e di riduzione del rumore e non prevedendo la costruzione di nuove autostrade;
  • 5. predisporre l’alternativa al nucleare, adeguando i Piani energetici regionali ai nuovi obiettivi internazionali di riduzione dei gas serra (-30% entro il 2020 e -80% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990) attraverso il risparmio, l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili e contrastando qualsiasi realizzazione/riconversione di impianti a carbone, nonché la costruzione di centrali nucleari, assolutamente inutili, dannose ed economicamente insostenibili;
  • 6. contribuire alla lotta sui cambiamenti climatici, elaborando Piani strategici regionali che fissino obiettivi per la riduzione di Co2 in tutti i settori (in particolare quelli non sottoposti all’emission trading: trasporti, settore civile, agricoltura) e linee d’azione per l’adattamento ai cambiamenti climatici;
  • 7. premiare chi riduce i rifiuti, redigendo i Programmi di prevenzione dei rifiuti richiesti dalla Commissione Europea e perseguendo l’obiettivo di riduzione dei rifiuti, anche sollecitando i Comuni ad usare virtuosamente la leva fiscale con il passaggio dalle tasse attuali a tariffe premianti per chi adotta comportamenti virtuosi;
  • 8. consolidare la rete delle aree protette, sviluppando una rete di aree protette, collegate alla Rete Natura 2000 (tutelata dall’Europa) basata sull’efficienza e l’efficacia degli interventi programmati e pianificati;
  • 9. contrastare la caccia selvaggia, non promuovendo modifiche peggiorative alla legge quadro sulla caccia (come stabilito dalla Conferenza delle Regioni), contenendo la pressione venatoria e non derogando dall’elenco delle specie cacciabili stabilito dall’Europa;
  • 10. educare all’ambiente, rafforzando il Sistema INFEA (Informazione, Formazione, Educazione Ambientale) e integrandolo con le attività educative delle scuole e le attività di formazione.
http://wwf.it/client/ricerca.aspx?root=23727&content=1

Aderisco anche all'ora della terra:

http://www.facebook.com/pages/EARTH-HOUR-LORA-DELLA-TERRA-2010/336526183828?created&v=info

SVEGLIAMOCI!


Ad attaccare i manifesti in campagna elettorale con Guido e Matteo che scatta!

venerdì 12 marzo 2010

Dinazzano e Marzaglia: due esempi significativi.



Lo scalo merci di Dinazzano, situato nel centro del distretto ceramico e lo scalo merci di Marzaglia possono rappresentare la soluzione a molti dei gravi problemi di inquinamento, di traffico e di costi sanitari che affliggono parte della nostra provincia. Bisogna investire esclusivamente sul trasporto su ferrovia delle merci se si vuole che la cosiddetta green economy si traduca in fatti concreti. E' con la ferrovia che si devono trasportare le merci, non è pensabile che nel 2010 viaggino sulle nostre strade dei tir pieni di argilla da Ravenna a Sassuolo. Si continua a investire denaro ed energie per volere la bretella Campogalliano-Sassuolo o la Cispadana e si lasciano le briciole ai poli ferroviari che se ben serviti da brevi strade e ferrovie di raccordo, il cosidetto "ultimo miglio", potrebbero abbattere l'inquinamento, il traffico e di conseguenza ridurre i costi sanitari che la collettività paga per incidenti stradali e gravi malattie.
Dagli articoli della Gazzetta, purtroppo, si capisce che l'attuale sistema politico non crede a questa soluzione e non investe adeguatamente per favorire i privati che vorrebbero usare il treno per trasportare le merci. In questa campagna elettorale tutti vogliono la bretella Campogalliano-Sassuolo e la Cispadana. Siamo ancora dentro una crisi che ha dimostrato tutti i difetti strutturali di questo sistema economico e abbiamo una occasione per rimediare agli errori iniziando a migliorare il trasporto delle merci. Cinquanta anni fa avevamo un trasporto ferroviario provinciale che è stato smantellato per favorire l'asfalto e il trasporto su gomma e le cui conseguenze le stiamo pagando a caro prezzo.
Sandra Poppi

Il progetto dell’Area ex-Amcm e la partecipazione

Il dicembre scorso noi abbiamo votato No al piano particolareggiato Ex-Amcm.
Questo è quello che ci differenzia dalla posizione del consigliere di Sinistra E. L. Noi volevamo la partecipazione, quella vera, e per questo il dicembre scorso avevamo portato in Consiglio la richiesta d’istruttoria pubblica, ai sensi del regolamento comunale sugli istituti di partecipazione dei cittadini.
La maggioranza in Consiglio, compreso S.E.L., ha votato a favore del Piano Ex Amcm e no alla nostra richiesta d’istruttoria pubblica che avrebbe permesso di portare esperti di associazioni, comitati e cittadini a discutere e confrontarsi sul progetto. La nostra idea di programmazione del territorio è certamente quella di recuperare e valorizzare le aree dimesse ma non è quella di sfruttare il più possibile per costruire centri commerciali e torri laddove non servono. La nostra politica sul consumo del territorio è quella dell’essenziale.
L’area ex-Amcm è assolutamente necessario recuperarla al piu presto e gli interventi culturali sono interessanti. In effetti sono passati anche troppi anni ed ora versa in stato di degrado ed inutilità.
Il tempo ha fatto danni anche dal punto di vista progettuale. Peggiore il progetto attuale rispetto all’originale dell’Arch. Melograni.
Non è pensabile la demolizione del cinema estivo, il più antico di Modena, che presenta uno schermo progettato negli anni Cinquanta, per non parlare della palazzina degli uffici degli architetti Pucci e Vecchi. Inoltre la torre di 13 piani che taluni vorrebbero come elemento caratterizzante dell’area recuperata risulterebbe incompatibile. Per non parlare dell’ulteriore centro commerciale con supermercato in una zona in cui attività di quel genere sono già presenti e in un’area così prossima al centro storico. Darà problemi per la mobilità e il traffico e perché di fatto andrà a sostituirsi al Mercato di Via Albinelli.
Gli edifici non sono ancora stati progettati. Invitiamo i cittadini a organizzarsi e a proporci le loro idee nel nostro blog. Raccoglieremo 300 firme e proporremo una delibera d’iniziativa popolare.

Sandra Poppi – Modena 5 stelle beppegrillo.it

Note sull’Istruttoria:

http://modena5stellebeppegrilloit.blogspot.com/2009/12/istruttoria-pubblica-sullarea-ex-amcm.html

http://www.reggio2000.it/2009/12/15/ex-amcm-modena-il-consiglio-comunale-dice-no-allistruttoria-pubblica/





martedì 9 marzo 2010

SOLE VENTO ALBERI - 750 MILA NUOVI POSTI DI LAVORO


Mille ricercatori sulle energie rinnovabili e 750.000 nuovi posti di lavoro in Germania.

E noi vogliamo costruire nuove centrali nucleari, dopo che il popolo italiano ha deciso con un referendum che non le vuole!
Presa Diretta su Rai3 ha indagato in Germania e Austria, in questi paesi con l’approvazione di una semplice legge si è deciso di sovvenzionare, con i soldi dei cittadini, le energie rinnovabili.
In Germania e Austria le leggi vigenti hanno incentivato gli investimenti di chi vuole produrre elettricità dal sole, dal vento e da materiali di scarto delle lavorazioni del legno. E in Italia? Un piano nazionale non esiste e chi vuole investire sulle energie alternative si trova di fronte a difficoltà. Come la presentazione della DIA ai comuni per realizzare gli impianti fotovoltaici sui tetti delle abitazioni. Pratica che aumenta i costi dell'operazione al proprietario e lo disincentiva a realizzare l'impianto.
Il settore, in Germania, è l’unico a non essere toccato dalla crisi e i bilanci continuano a crescere. Il nucleare non fa queste promesse. Con le rinnovabili loro producono il 16% del fabbisogno energetico nazionale. In Italia, paese del sole, con le tre centrali nucleari di prossima costruzione si produrrà il 20% del fabbisogno energetico nazionale dopo 10 anni dall’inizio della loro installazione.
In Italia si è deciso di sovvenzionare, attraverso i CIP6, le energie assimilate quindi gli inceneritori di rifiuti, e di sostenere l’industria del petrolio e ora quella del nucleare.
Facciamo come a Marburg, città a Nord di Francoforte, dove è obbligatorio installare dei pannelli fotovoltaici sui tetti appena si mette mano alla copertura per qualsiasi lavoro. Sovvenzioniamo le energie rinnovabili e togliamo gli obblighi amministrativi inutili. Oltre all'ambiente anche l'economia ed il lavoro ce ne saranno grati.

Vedi il report, è illuminante:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e9c0c5ec-688a-4f53-aefa-97c2b268b4c3.html?p=0

SCENDIAMO TUTTI IN PIAZZA CONTRO IL DECRETO SALVA-LISTE/SALVA-PDL



Care pirla e cari pirla che avete consumato
diottrie a studiarvi le norme elettorali fino
all’ultimo codicillo in corpo 2, avete consumato
scarpe andando in giro a raccogliere firme
regolari, vi siete congelati stazionando per ore ai
banchetti per convincere i passanti a sottoscrivere le
liste, avete rinunciato al tempo libero per inseguire gli
autenticatori in capo al mondo e vi siete svegliati alle
tre del mattino per presentarvi per tempo agli uffici
elettorali, questo discorso a reti unificate è dedicato a
voi imbecilli ancora convinti di vivere in uno Stato di
diritto, in una democrazia fondata su elezioni regolari,
cioè conformi alle leggi vigenti. Spiacente di
informarvi, casomai non ve ne foste ancora accorti,
che viviamo in un regime fondato sulla legge del più
ricco e del più forte, di chi grida e minaccia di più. Una
legge che varia a seconda delle esigenze del più
prepotente. Se, puta caso, costui viola la legge, non ha
sbagliato lui: è sbagliata la legge, che viene cambiata su
due piedi. Se poi, puta caso, la Costituzione non lo
consente, non è sbagliata la nuova legge: è sbagliata la
Costituzione. Che si può cambiare come un calzino
s p o rc o .
Se penso che da cinquant’anni mi chiamano “il figlio
del re” per la mia somiglianza con Umberto II, mi
scompiscio. Hanno sbagliato re: io sono l’erede di
Vittorio Emanuele III, quello che nel 1922 non mosse
un dito contro la marcia su Roma e nel 1943 se ne
fuggì a Brindisi. Sempre di notte. Infatti quando ho
firmato il decreto salva-Banana? Di notte. Del resto
chi sono io per respingere una legge con messaggio
motivato alle Camere come previsto dall’articolo 74
della Costituzione? Mica sono il garante della
Costituzione. L’ho già detto per lo scudo fiscale: se
non firmo, quelli mi rimandano indietro la stessa
legge e poi devo firmarla comunque. Tanto vale farlo
subito. A chi mi prospetta le dimissioni, rispondo che
non conosco questa parola: sono in Parlamento dal
1953, figuriamoci. E in vita mia ho fatto ben di peggio
che firmare leggi illegali: ho plaudito all’i nva s i o n e
sovietica dell’Ungheria, ho attaccato Berlinguer che
evocava la questione morale, ero amico di Craxi, ho
scritto pure alla vedova che il marito corrotto era un
per seguitato.
Conosco l’obiezione: non c’è elezione senza qualche
lista esclusa per ritardi o irregolarità. In Molise nel
2000 aveva vinto la sinistra con Giovanni Di Stasi, poi
la destra di Michele Iorio fece ricorso contro alcune
liste irregolari, Tar e Consiglio di Stato lo accolsero, si
rifecero le elezioni e vinse Iorio che ancora governa.
E il governo D’Alema non ci pensò neppure di fare un
decreto per legalizzare le illegalità: peggio per lui, poi
dicono che è intelligente. Del resto al Quirinale c’e ra
ancora Ciampi, mica io. Due anni fa invece c’ero già
io, quando alle Provinciali in Trentino venne esclusa,
dopo i ricorsi di Lega e Pdl, la lista Udc alleata della
sinistra. Nemmeno allora l’Unione pensò di salvare
l’alleato con un decreto interpretativo: peggio per
loro, pirla.
Ecco, care pirla e cari pirla: la prossima volta, anziché
prendere sul serio la legge e rischiare l’assideramento
per raccogliere le firme e presentarle in tempo utile,
fate come me: statevene a casetta vostra davanti al
caminetto, con la vestaglia di lana e le babbucce di
velluto. Poi fate come i bananieri: all’ultima ora
dell’ultimo giorno vi presentate in Corte d’Appello
con le firme tarocche di Romolo Augustolo, George
Clooney, Giovanni Rana e soprattutto Gambadilegno,
magari vi fate pure un panino e una pennica per non
arrivare proprio in orario, poi minacciate la marcia su
Roma, portate in piazza una dozzina di esaltati, mi
urlate “buh” sotto le finestre del Quirinale, mi fate
sparare dai vostri giornali e io vi firmo la qualsiasi.
Anche la lista della spesa, il menu del ristorante, la
ricevuta del parrucchiere, lo scontrino
dell’intimissimo. Tanto Santoro l’hanno chiuso e per
un mese non rompe con le sue notizie: fa tutto
Minzolini, che sta dalla parte del Banana, cioè dalla
mia. Statemi allegri. Il vostro presidente della
Repubblica. Vostro, si fa per dire.
Marco Travaglio

Nella foto sopra la Lista 5stelle di Modena allo spettacolo di Travaglio
il 5 marzo 2010 a Modena.
Qui sotto il banchetto a Nonantola.