sabato 2 gennaio 2016

Inquinamento - L'illustre assente: l'Inceneritore dei rifiuti di Modena

L’inquinamento atmosferico ha molti padri e patrigni, c’è un illustre assente: l’inceneritore di Modena.


Le recenti affermazioni del neo-Assessore all’Ambiente del Comune di Modena, Giulio Guerzoni: “…per chiederci se il piano di emergenza non debba prevedere anche uno stop all’inceneritore: «Io sto a quanto scritto nel piano e quanto detto dagli esperti: l’inquinamento da inceneritore non incide per nulla sulla qualità dell’aria che respiriamo. Ciò che dobbiamo monitorare, oltre al traffico, sono le aziende e il riscaldamento»”. (citazione dal sito della Gazzetta di Modena del 29-12-2015).contrastano in modo netto e preciso con i dati forniti da Arpa e da Hera,  oltre che a qualsiasi evidenza tecnico-scientifica, come dettaglieremo in seguito.
Per cui nascono forti dubbi di competenza e/o coerenza nelle succitate affermazioni dell’Assessore. Una specie di auto assoluzione, per capirci.
Intendiamoci, è necessario chiedere limiti ai cittadini sulle loro attività/consumi inquinanti (auto - riscaldamento ecc.) mettendo in discussione stili di vita, consumismo ecc.
E non tutto l’inquinamento viene dall’ inceneritore, ma coerenza vorrebbe guardare in casa propria prima di chiedere limitazioni agli altri.
E invece  quando le medesime considerazioni-limitazioni vanno a toccare scelte fatte dai suddetti amministratori, scatta una sorta di muro del silenzio, appunto l’innominabile Inceneritore.
Eppure c’è , e pure raddoppiato di recente, non tragga in inganno il fumo visibile, l’impianto emette sempre quello che si vede in foto anche quando non si vede, l’unica differenza è che a volte si vede e a volte no in base alle condizioni atmosferiche.



CHE FARE?

Una premessa di presentazione.
L’ inceneritore di Modena è situato a soli 3.6 km in linea d’aria da Piazza Grande, direzione Nord, è il più grosso forno singolo, e di conseguenza la più grossa fonte inquinante singola,  della intera regione Emilia Romagna. E’ alto come circa come la Ghirlandina, 80 metri.
Ogni anno emette e disperde in ambiente oltre 2 (due) miliardi di metri cubi di “emissioni inquinanti” e tonnellate su tonnellate  degli inquinanti.Per rendere meglio l’idea si tratta di circa 240.000 metri cubi/ora emessi, ovvero quello che esce dall’inceneritore  riempie  di emissioni inquinanti l’intero volume dello stadio Braglia gradinate e tribune comprese, ogni ora di ogni giorno dell’anno.


Area di ricaduta
La sua area di ricaduta principale arriva praticamente su tutto il  Comune di Modena, e  sui sei Comuni della cintura Nord : Campogalliano, Soliera, Bastiglia, Bomporto, Nonantola e Castelfranco Emilia. Arriva anche oltre, ma per ora ci fermiamo qui.
Questo impatto anche sui Comuni limitrofi non sede dell’impianto, ha previsto, da parte dei medesimi Comuni, un espresso consenso ad accettare le emissioni inquinanti provenienti dall’inceneritore di Modena e ricadenti nel proprio territorio. Questo consenso è stato regolarmente fornito gli scorsi anni. 

Quanto impatta
Per quanto riguarda l’aspetto quantitativo, a parte l’ovvia considerazione “nulla si crea e nulla si distrugge” quindi quello che entra nell’inceneritore, nel 2014 oltre 200.000 tonnellate, a parte la quota che resta intrappolata nei filtri, circa il 30 %, il resto viene espulso in aria, quindi stiamo parlando di circa 120-130.000 tonnellate anno (2014) espulse !!.
Per uno dei principali inquinanti, NO2 oppure NOx, ossidi di azoto, forse non sono molto “famosi” ma sono importanti e impattatanti, per intenderci sono gli stessi che:
1-      Vengono visti e usati dalle foto satellitari che indicare le zone inquinate nel mondo.
2-      Sono quelli citati nel rapporto di circa un mese fa dalla Agenzia Europea del’Ambiente come causa di problemi alla salute..
3-  Sono gli stessi che hanno recentemente hanno messo in difficoltà un importante Marchio Automobilistico

Per questo inquinante le emissioni riconducibili all’inceneritore sono quasi il doppio dei riscaldamenti  domestici !
Il che rende abbastanza inefficaci  le pur doverose limitazioni orarie ai suddetti riscaldamenti aventi lo scopo di limitare l’inquinamento. 

Dopo questa lunga e doverosa  premessa, le proposte operative pratiche:
1-    Il riconoscimento dell’errore di (pre)visione strategica nella gestione rifiuti della precedente amministrazione puntato tutto sull’incenerimento dei rifiuti. Con conseguente indicazione  a Hera di potenziare/raddoppiare gli inceneritori, ivi compresa Modena con il raddoppio dell’impianto. 
2-    Questo errore trova preciso riscontro nella approvazione della recente legge regionale sulla gestione dei rifiuti che appunto indica la raccolta differenziata  e il superamento della logica inceneritori da parte del Presidente della Regione Emilia Romagna.
3 -    Il riconoscimento pubblico dello status di fonte inquinante importante dell’inceneritore di Modena (ovviamente anche per tutti gli altri) e la conseguente adozione dei provvedimenti necessari a limitarne l’uso. Ovvero par condicio con le stesse limitazioni chieste ai cittadini.
4 -    Estendere tali considerazioni-limitazioni a tutti gli inceneritori, gruppo Hera in particolare.
5 -    Adottare provvedimenti fortemente limitanti le quantità bruciate, con il preciso obbiettivo di spegnere tutti gli inceneritori in E.R entro il 2019. 
6-    Puntare seriamente sulla raccolta differenziata porta a porta e con tariffa puntuale (per far pagare ai cittadini solo ciò che non va a riciclo) e su tutto il territorio provinciale e regionale. L'unico sistema che con centri di trattamento a freddo, selezione e riciclo riescono a eliminare la necessità di incenerire. Carta e plastica in particolare, le più facili e consolidate da differenziare tolgono combustibile all’inceneritore. Gestione dei rifiuti ormai conosciute e consolidate a livello locale da Aimag su Soliera, Carpi, Novi, Medolla. Oltre che da diverse altre realtà in Italia e nel mondo.

Conclusioni.
L’impianto inquina e tanto e il Sindaco e chi gestisce/controlla l'impianto dovrebbe, per principio di precauzione e responsabilità sulla salute dei cittadini oltre che per coerenza con quanto dichiarato pubblicamente, limitarne l’uso e adottare tecniche diverse per una veloce dismissione  dell'incenerimento dei rifiuti. Altrimenti ci costringe a pensare che le scelte siano solo soggette a logiche di mercato.  




Il gioco dei 3 inquinanti.                                
Hera ed Arpa, sui media locali, commentano il nostro contributo del 29-12-2015. Qui sopra riportato.
In generale affermare come fa Arpa che l’ inceneritore inquina “solo” per l’uno (1%) per cento dell’inquinamento nel Comune di Modena è anzitutto un passo avanti rispetto al “ …incide per nulla…” dichiarato dall’Assessore Guerzoni ( supportato esperti ) sulla stampa il 29-12-2015.
Poi è comunque una quota rilevante, si tratterebbe di 3,6 giorni/anno, mezza settimana,  in meno di inquinamento, perché no?
Soprattutto la considerazione di Arpa assomiglia alla “media del pollo”, ovvero 1% è la media di tutti gli inquinanti monitorati, ma alcuni “abbassano” la media, e altri la “alzano”, come documentano Arpa ed Hera in altri studi.
Infatti, nel caso degli NOx la percentuale emessa arriva a quasi raddoppiare l’inquinamento da riscaldamento domestico nel Comune di Modena.
Per i non addetti ai lavori, gli NOx sono quelli usati nelle foto satellitari per mostrare le zone inquinate nel mondo, della Agenzia Europea nella recente ricerca su inquinamento e salute e s sono alla base dei recenti problemi della Casa Automobilistica. (si veda il nostro comunicato di ieri  29-12-2015).
Discorso analogo per le considerazioni di HERA.
Tra la decina di inquinanti emessi e monitorati viene scelto da Hera il PM1O come dimostrazione di  “scarso rilievo” inquinante dell’inceneritore di Modena.
Osservazione  formalmente corretta ma  per completezza occorrerebbe citare tutti gli inquinanti con relativa percentuale di impatto.
Perché vengono emessi tutti contemporaneamente. Sempre.
E allora le percentuali di impatto cambiano.
Nel caso degli NOx la percentuale emessa arriva a quasi raddoppiare l’inquinamento da riscaldamento domestico nel Comune di Modena, vedi sopra.
Avendo comunque presente che il raddoppio dell’impianto, con relativo surplus di inquinamento,  era evitabile,  e che ora (dati 2014) su 202.000 tonnellate di rifiuti bruciati  circa il 30% viene da fuori Modena.
Bastava applicare i dettami della recente legge regionale sui rifiuti, noti e arcinoti da almeno 20 anni , prima di raddoppiare l’impianto.
E che potrà arrivare a 240.000 di rifiuti bruciate nei prossimi anni senza sapere chi lo decide.
Alcune altre considerazioni:
Per quanto riguarda il rispetto dei limiti di legge o fare meglio o molto meglio, questa “performance” oltre che doverosa, appunto per legge, NON significa  innocua per la salute delle emissioni stesse, chiunque produca queste emissioni.
Facciamo notare che tutte le emissioni, auto, riscaldamenti, inceneritori, ecc. in Val Padana sono presumibilmente a “norma di legge” eppure l'inquinamento c'è ed i problemi di salute non mancano.



Il Comitato Modena Salute Ambiente
Silvano Guerzoni


Questo è il testo integrale dell'articolo inviato ai media. 
Con la sola esclusione di alcuni grafici esplicativi che non è stato possibile pubblicare.


venerdì 1 gennaio 2016

I dati allarmanti dell'Agenzia Europea per l'Ambiente sulla Pianura Padana

I dati allarmanti dell'Agenzia Europea per l'Ambiente, resi noti il primo giorno della conferenza sul clima di Parigi. Italia e Pianura Padana le peggiori d'Europa.

Italia e Pianura Padana le peggiori d’Europa

Italia e Pianura Padana le peggiori d’Europa

Italia e Pianura Padana le peggiori d’Europa


L’inquinamento atmosferico è il principale fattore di rischio ambientale per la salute in Europa: riduce la durata di vita delle persone e contribuisce alla diffusione di gravi patologie. Secondo un nuovo dossier pubblicato oggi dall'Agenzia europea dell'ambiente (Aea), l'inquinamento atmosferico «continua ad essere responsabile di oltre 430mila morti premature in Europa». A provocare problemi respiratori, malattie cardiovascolari, cancro e decessi prematuri, evidenzia l'Agenzia, sono le concentrazioni di particelle di inquinamento sia in atmosfera che negli strati bassi dell'atmosfera, quasi al livello del suolo, e tra i responsabili c'è il biossido di azoto.
La relazione fornisce stime relative alle morti premature anche a livello nazionale. Per l'Italia si parla di 59.500 morti premature attribuibili all'esposizione a particolato sottile (Pm2,5); 3.300 all'ozono (O3); 21.600 al biossido di azoto (NO2). Il totale delle morti anticipate causate dai tre inquinanti in Italia è quindi di 84.400.
«Nonostante i continui miglioramenti negli ultimi decenni, l'inquinamento atmosferico è ancora una minaccia per la salute degli europei, riducendo la loro qualità di vita e la speranza di vita» ha detto il direttore del See, Hans Bruyninckx. Ma lo smog comporta pesanti ricadute anche su costi ospedalieri, perdita di giornate di lavoro, problemi di salute, danni agli edifici ed è causa di un'inferiore resa dei raccolti. L'Agenzia europea per l'ambiente ha inoltre riferito che nel 2013, l'87% degli abitanti delle città nell'Unione europea sono stati esposti a livelli particelle di inquinamento che superavano gli standard di qualità dell'aria definiti dall'Organizzazione mondiale della sanità, più rigorose di quelle dell'Ue. Se l'Unione europea dovesse adottare gli standard dell'Oms, ha avvertito l'Agenzia, le concentrazioni di particelle inquinanti calerebbero di circa un terzo ed i decessi prematuri scenderebbero a 144mila.

Link:
Allarme Aea: lo smog causa 430mila decessi prematuri in Europa - 30 novembre 2015




sabato 5 dicembre 2015

COMUNI VERSO RIFIUTI ZERO





Stamattina a Medolla la premiazione del Comune più virtuoso della regione. Il rifiuto residuo dalla RD (85,8%) è stato il più basso di tutti: 67 kg/abitante di rifiuti non inviati a riciclaggio. Subito dopo, nella nostra Provincia, si posiziona Nonantola, con 91,9 kg/ab di rifiuti residui con una RD al 79,3%. Frutto della volontà di alcuni amministratori e multiutility. 
Modena è al 150* posto in graduatoria.



Nell'analisi effettuata dalla Rete Rifiuti zero ER emerge che la quasi totalità dei comuni virtuosi effettuano raccolta differenziata senza o con tariffa puntuale. Gli altri metodi non raggiungono questi risultati. Inoltre emerge, con questo metodo, un forte calo della produzione di rifiuti a cui corrisponde un leggero calo dei costi ad abitante: con raccolta stradale 130€ e con porta a porta 126€.

domenica 9 agosto 2015

Esposto alla CE per proroga senza gara ad Hera - PDL e gestione rifiuti in Emilia Romagna


 Da tempo mi occupo di rifiuti, inceneritori e quant'altro ed ho firmato e supportato l'esposto alla Commissione Europea sulle proroghe concesse senza gara per l'assegnazione del servizio rifiuti ad Hera.
Ho seguito il dibattito di questi giorni e mi sento di aggiungere e suggerire a chi ci rappresenta in Atersir, (il Sindaco di Castelfranco Reggianini), nel momento in cui difende e minimizza la scelta della proroga senzaara e chiede ai firmatari dell'esposto (invece di protestare, dice lui...) di suggerire metodi omogenei di gestione del servizio rifiuti per abbreviare i tempi ancora lunghi per il bando di gara.


 Il metodo e gli obiettivi sono chiari e tra l'altro individuati e approvati dalla Giunta Regionale un mese fa nel progetto di legge su diminuzione dei rifiuti, raccolta differenziata al 73% , economia circolare e istituzione "finalmente" della tariffa puntuale. Questo pdl, partito dalle associazioni ambientaliste, che è costato 4 anni di discussioni, contempla anche la divisione tra servizio di raccolta rifiuti e smaltimento. Troviamo sia un buon punto di partenza, ne ha parlato alla stampa Stefano Bonaccini spingendo (cosa da non credere!) sull'economia circolare. E' chiaro che questo progetto di legge, approvato dalla Giunta regionale,  che ancora purtroppo non è approdato in assemblea legislativa (rimandato a settembre) è un documento importante ma deve essere conosciuto dagli addetti ai lavori. Devono tenerne conto nell'elaborazione dei piani e dei bandi, altrimenti è una grossa presa in giro da parte della Regione e di Atersir.



Abbiamo una progetto di legge abbastanza valido, partiamo da questo:

PROGETTO DI LEGGE "DISPOSIZIONI A SOSTEGNO DELL'ECONOMIA CIRCOLARE, DELLA RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE DEI RIFIUTI URBANI, DEL RIUSO DEI BENI

Alcuni commenti
 http://ilnuovo.redaweb.it/component/content/article/38-cronaca-in-evidenza/5861-legge-sui-rifiuti-piovono-critiche-alludienza-conoscitiva-in-regione-emilia-romagna.html

lunedì 25 maggio 2015

E NOI PAGHIAMO...




Nell’agosto 2013, il governo Letta vara un DM per determinare il calcolo dell'efficienza energetica degli impianti di incenerimento. Scrive però numeri divergenti rispetto ai parametri europei: gli inceneritori italiani guadagnano un illecito vantaggio competitivo rispetto agli altri inceneritori europei e viene autorizzata, di fatto, l'emissione nell'aria di una quantità maggiore di inquinanti.



Cosi, ogni inceneritore in Italia, e anche quello di Modena, che non stia lavorando a pieno regime puo’ importare rifiuti da bruciare sino al tetto massimo consentito, senza più alcun limite per quanto riguarda la provenienza. In Regione Emilia-Romagna la capacità totale degli inceneritori è di bruciare oltre 1 milione di tonnellate l'anno. Per il "fabbisogno" interno se ne bruciano invece "solo" circa 630.000 tonnellate di RSU. Questo significa che, potenzialmente, ci sono altre 400.000 tonnellate di rifiuti speciali da smaltire. Per l’inceneritore di Modena significa che potranno bruciare 240.000 t/anno di rifiuti e forse piu’ visto che andranno a saturazione del carico termico. Anche se per le nostre necessità ne basterebbero 130.000. Figurarsi se facessimo il porta a porta con tariffa puntuale, con ulteriore calo di rifiuti indifferenziati prodotti.
Nel caso dell'inceneritore di Modena Medicina Democratica, per mano di Marco Caldiroli (e del suo presidente) nel gennaio 2014, denuncio’ questo ed altre mal interpretazioni delle norme.
Con determinazione provinciale n. 206 del 19.11.2013 la Provincia di Modena ha riconosciuto, su richiesta del gestore Herambiente, l’applicazione al calcolo dell’efficienza energetica di un fattore correttivo (KC) in relazione alle condizioni climatiche dell’area nella misura pari a 1,382. Il riconoscimento suddetto è avvenuto sulla base dei contenuti del Decreto del Ministero dell’Ambiente 7.08.2013.
Sul DM 7/8/2013 interviene l'Europa e nel 2014 chiede al governo italiano di cambiare i parametri per classificare gli inceneritori di rifiuti come valorizzatori di energia (da D10 - smaltimento - a R1 - recupero -) perché non sono conformi a quelli della direttiva europea Rifiuti del 2008.
Il Governo non ha fatto niente, anzi ha aggravato la situazione perché con il successivo decreto Sblocca Italia (art. 35 del D.L) ha consentito cambi di classificazione degli inceneritori ancora una volta in modo non rispettoso della direttiva europea.
Dopo le denunce, la Commissione europea ha avviato una procedura d'indagine, la UE-Pilot 5714/13/ENVI, che è ancora in corso. La Commissione ha collaborato con gli Stati membri per definire i parametri previsti nell'allegato II della direttiva 2008/98 / CE al fine di prendere in considerazione un fattore di correzione clima di cui all'articolo 38 (1) della direttiva 2008/98 / CE. Di conseguenza, questi parametri dovrebbero essere adottati sotto forma di una direttiva della Commissione nel prossimo periodo. Le autorità italiane dovranno modificare il DM 7/8/2013, in modo da renderlo compatibile con le nuove disposizioni che verranno adottate, altrimenti una procedura di infrazione può essere aperta dalla Commissione.
Quindi ora per l'Italia c'è il rischio reale di una procedura di infrazione e di una multa riguardante le autorizzazioni agli inceneritori, per non aver ottemperato all'adeguamento della propria normativa di classificazione secondo le norme europee. Per accontentare le lobby di inceneritoristi pagheremo noi, prima in salute poi in soldoni.

venerdì 5 dicembre 2014

Bretella: firmata la convenzione tra Ministero e società che la deve costruire e gestire




Via libera alla Bretella, ieri firmata la convenzione tra il Ministero e la società che la deve costruire e gestire per 31 anni!
Siamo proprio sicuri che quest'opera sia attesa? E che dopo oltre 30 anni sia davvero ancora utile? Son cambiate un po di cose in 30 anni, intanto c'è già un altra superstrada Modena-Sassuolo (oltre ad altre strade) sufficiente in quel tratto. Chi utilizzerà un' autostrada a pagamento quando ce n'è un'altra gratuita? Poi nel comprensorio ceramico non è intervenuta la crisi? Tutto come allora? Se proprio serviva non era meglio far viaggiare le merci su ferrovia realizzando il tratto Marzaglia-Dinazzano? Se vogliamo parlare di lavoro, le risorse a disposizione potevano essere spese quindi in tanti altri modi più utili, per esempio facendo manutenzione agli argini del Fiume Secchia, anzichè danneggiando ulteriormente il corso del fiume con quest'opera. Poi mi pare ci sia ancora molto da fare nei territori della bassa colpiti dal sisma.

domenica 23 novembre 2014

Comuni verso rifiuti zero - Settimana europea sulla riduzione dei rifiuti

 SOTTO IL MURO DEI 100 KG
 Premio 2014
29 N0VEMBRE – ORE 9,30
Monte S. Pietro (BO) Sala del Consiglio
P.za della  Pace 4  - Calderino

Oggi in Emilia Romagna ciascun cittadino manda in media circa 300 kg a smaltimento in discarica, inceneritore o a trattamento meccanico-biologico. Quei 300 kg sono la misura degli sprechi che produciamo.
La campagna “sotto il muro dei 100 Kg: comuni verso rifiuti zero” si pone l’obiettivo di ridurre quegli sprechi sotto i 100 Kg per abitante, sotto 1/3, mettendo in risalto e premiando quei comuni che, attraverso una gestione corretta dei rifiuti e buone pratiche di riduzione, hanno raggiunto quell’obiettivo.
        Il criterio della % di raccolta differenziata, che è stato finora alla base di un giudizio di efficacia nella gestione dei rifiuti, e che certamente in passato ha contribuito a questo, non tiene conto di un aspetto fondamentale: la necessità di ridurre la produzione di rifiuti ed in particolare dei rifiuti inviati a smaltimento, per ridurre gli sprechi. La riduzione è il primo obiettivo nella scala della priorità nella gestione dei rifiuti nella legislazione europea ed italiana.
    Col tempo si è visto che in molti casi il raggiungimento di alte percentuali di raccolta differenziata si è ottenuto attraverso un incremento della produzione dei rifiuti, o un travaso di rifiuti speciali riciclabili nei rifiuti urbani, col rischio di incrementare gli sprechi invece di diminuirli.
    Per questo è diventato palese che occorre cambiare verso e sostituire il criterio della % di raccolta differenziata col criterio di minimizzazione dei rifiuti non inviati a riciclaggio, quel criterio indicato come prioritario dalla proposta di legge regionale di iniziativa popolare che comuni e province, in rappresentanza di 1,5 milioni di cittadini della regione, hanno sottoscritto.
La campagna è indetta da WWF Emilia Romagna, Legambiente ER, Movimento legge rifiuti zero ER, Ecoistituto di Faenza, Associazione Comuni rifiuti zero ER, Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma.
    L’individuazione dei comuni più virtuosi deriva dai dati ARPA ER, anno 2013, calcolati, per tutti i 348 comuni della Regione, sulla base dei criteri della proposta di legge ed elaborati dall’Ecoistituto di Faenza, quale Ente certificatore, che ha stilato una graduatoria generale, una graduatoria per le 3 aree di pianura, di montagna, dei capoluoghi e costa (le aree proposte dal piano regionale) con ulteriori suddivisioni per numero di abitanti (sotto i 5.000, tra 5.000 e 20.000 e sopra i 20.000) e una graduatoria per provincia. Ogni comune potrà verificare la sua posizione nelle diverse graduatorie.
    Solo 2 comuni nel 2013 sono risultati sotto i 100 Kg ad abitante di rifiuto non riciclato:
Monte San Pietro (BO) con 78 Kg
Felino (PR) con 99 Kg.
Caratteristica di questi comuni è la raccolta porta a porta con meccanismi di tariffazione puntuale, vale a dire meccanismi che possono permettere di far pagare la parte variabile della tariffa sulla base di quanto si consegna e non sui m2 o sul n. di persone delle famiglie.
38 su 348 (11%) sono i comuni sotto i 150 Kg di rifiuti non riciclati, di cui tutti i 12 porta a porta con meccanismi di tariffa puntuale, altri 23 porta a porta senza tariffa puntuale, 2 su 8 con raccolta stradale e meccanismi di tariffa puntuale, 1 con raccolta mista (parte stradale e parte porta a porta). È evidente che la raccolta porta a porta con tariffa puntuale è l’unica strategia di gestione dei rifiuti che può portare al risultato.
Il premio serve anche per evidenziare i motivi del successo di questi comuni, quindi quali sono le metodologie di raccolta e le buone pratiche che hanno permesso il risultato, nonché quali sono ancora i margini di miglioramento se si introducono altre buone pratiche, tra le 50 che il comitato promotore ha individuato ed elencato.
    L’evento della premiazione è quindi anche occasione di confronto fra i comuni su quanto stanno facendo nella gestione dei rifiuti, e occasione per organizzarsi ai fini di promuovere le pratiche migliori per ridurre al massimo i rifiuti e gli sprechi.
     I 100 Kg di rifiuti non riciclati sono solo un primo obiettivo, che dovrà calare col tempo, perché il vero obiettivo è la riduzione degli scarti a quantitativi prossimi allo zero, come prevede la risoluzione del 25 maggio 2012 del Parlamento Europeo.
    L’evento della premiazione si terrà il 29 novembre, in occasione della settimana europea sulla riduzione dei rifiuti,  a Monte S. Pietro (Bo), comune vincitore  presso la sala consigliare P.za della Pace 4 frazione Calderino, dalle ore 9,30 alle ore 13, e sarà anche l’occasione per i comuni di fare il punto sulla proposta di legge di iniziativa popolare sui rifiuti e sulle ulteriori azioni verso rifiuti zero.

Movimento Legge Rifiuti Zero

giovedì 20 novembre 2014

Dom 23 Novembre decidi TU! Io VOTO L'Altra Emilia Romagna e Scrivo POPPI


Sono nata e risiedo a Modena. Ho due figli. Da anni mi occupo in particolare di edilizia scolastica e sicurezza nei cantieri edili. Sono iscritta al WWF da oltre 20 anni e ne sono entrata a far parte in modo attivo come presidente del WWF Modena. E come referente regionale sui rifiuti, anche sulla Legge di iniziativa popolare regionale e nazionale Rifiuti Zero. Con associazioni e comitati da anni porto avanti temi e vertenze di tutela ambientale a tutti i livelli: discarica, rifiuti, inceneritore, il No al consumo di suolo, il No alla Bretella Autostradale Campogalliano Sassuolo, No alla Cispadana, No al deposito gas di Rivara, al dissesto fiumi, NoTAV, urbanistica, viabilità, beni comuni, referendum acqua e no al nucleare.
SI al lavoro, al recupero del territorio e fabbricati, alle energie rinnovabili, all'economia verde, rispettosa dell'uomo e dell'ambiente. Sono amante degli animali, della natura, del vivere e abitare ecologico, delle medicine naturali. Ho fatto significative battaglie anche sui diritti e riconoscimento delle unioni civili. Sono iscritta alla CGIL da 27 anni. Nella primavera 2009 mi sono candidata con la Lista Modena5 stelle per il Consiglio Comunale di Modena. Alle elezioni regionali in Emilia Romagna del 2010, decisi di candidarmi per il M5S, arrivando seconda in provincia di Modena. Dal luglio 2012 all’aprile 2014 sono stata Consigliere del Comune di Modena. La Lista Civica comunale, dopo le diffide di Grillo ad utilizzare nome e logo, ha preso il nome di modenasaluteambiente.it e con tale lista mi sono ricandidata alle elezioni amministrative a Modena del 25 maggio 2014. 
Non ho tessere di partito. Ho deciso di candidarmi con L'altra Emilia Romagna perchè è la valida alternativa al PD di Bonaccini/Renzi in Regione, oggi improponibile.
Combatto per la giustizia e amo definirmi ambientalista per eccellenza.
Se ne avrò la possibilità porterò avanti gli ideali e obiettivi di sempre.
Il 23 Novembre decidi tu!
Io VOTO L'Altra Emilia Romagna e Scrivo POPPI

Sandra
 
 
 
 IL FAC SIMILE DELLA SCHEDA ELETTORALE CON LA POSIZIONE DEL SIMBOLO

lunedì 10 novembre 2014

Blocca lo sblocca Italia




8/11/2014 - L’ALTRO SABATO DE L’ALTRA EMILIA ROMAGNA - MODENA
Blocca lo sblocca Italia

Il 5 novembre anche il Senato pone la fiducia al Decreto Sblocca Italia. Via libera alla ricerca ed estrazione di idrocarburi. Alla realizzazione di ormai superati progetti di autostrade. La politica delle grandi opere quando sono necessarie più modeste opere per migliorare la qualità di vita dei cittadini, la sicurezza ambientale e far ripartire l’Italia. Sono necessarie opere di bonifica, di riqualificazione urbana ed energetica, di sicurezza sismica, di abbattimento di manufatti abusivi, impianti di recupero e riciclo dei rifiuti, riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici, di manutenzione delle strade, del trasporto pubblico locale e della mobilità dolce oltre a opere di riqualificazione degli edifici privati.
Questa legge avrà molte ricadute anche sul nostro territorio. Dall’inceneritore all’acqua pubblica, alle trivellazioni, allo stoccaggio gas di Rivara, all’Autostrada Cispadana.
INCENERITORE
In questa legge gli inceneritori diventano "impianti di termotrattamento e costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente. Tutti gli impianti, sia esistenti che da realizzare, devono essere autorizzati a saturazione del carico termico”.
L’articolo 35 del decreto sblocca Italia, rende obbligatorio autorizzare e utilizzare gli impianti esistenti alla massima capacità termica nominale che, in termini quantitativi, è equivalente, per la sola attuale quarta linea dell’inceneritore di Modena, a una quantità tra le 198.400 e le 268.000 tonnellate. Nel caso di Modena pesa l’estensione già concessa un anno fa nell’ultima modifica dell’autorizzazione in cui l’inceneritore in virtù del suo fittizio recupero energetico diveniva impianto virtuoso e viene autorizzato a smaltire rifiuti provenienti da tutto il territorio nazionale. L'annuncio di un mese fa che Hera rinunciava alla costruzione della terza linea lasciava supporre che nell'inceneritore venissero bruciate “solo” le 180.000 tonnellate della 4 linea (comunque eccessive per il nostro fabbisogno, circa il 25-30% in più). Questo non accadrà perché la quarta linea può raggiungere da sola le 240.000 già autorizzate. Vanificando ogni sforzo per andare nella direzione contraria con una politica diversa e necessaria di gestione dei rifiuti fondata sulla raccolta differenziata, recupero e riciclo.
TRIVELLAZIONI
Lo “Sblocca Italia” concede al ministero dell’Ambiente ogni tipo di decisione sulle concessioni che possono arrivare fino a 30 anni e allungarsi poi di altri 20. Le Regioni potranno fare solo osservazioni, ma decade il principio dell’eventuale diniego vincolante.
DEPOSITO GAS RIVARA
Come per le trivellazioni sarà solo il ministero dell’Ambiente a rilasciare le autorizzazioni per gli stoccaggi di gas che da oggi rientrano negli impianti di interesse strategico nazionale.
Ecco perché la vertenza sul maxi-stoccaggio gas non è ancora del tutto chiusa. Non lo è perché è ancora pendente il ricorso di RGS (già ERS) contro le decisioni assunte da Regione Emilia Romagna e Ministero dello Sviluppo Economico, e non lo può essere alla luce del decreto Sblocca Italia che elimina il parere vincolante delle regioni in merito alle concessioni minerarie ed estrattive.
CISPADANA
Con lo Sblocca Italia il Ministero dei trasporti subentra alla Regione Emilia Romagna nei rapporti con il concessionario che realizzerà l’autostrada Cispadana. È la certificazione del fallimento del sistema autostradale regionale pensato 8 anni fa per fare l’Autostrada Cispadana di cui ancora non è stato nemmeno concluso l’iter progettuale. Il passaggio di competenza dalla Regione al Governo indica quali sono i veri obiettivi dei sostenitori del progetto autostradale: la ricerca di finanziamenti pubblici dal momento che il project financing è di fatto fallito e la proroga senza gara della concessione di gestione della A22 senza bando di gara, in assenza della quale Autobrennero perderebbe l’interesse alla realizzazione della Autostrada Cispadana.
ACQUA PUBBLICA
Si modifica la disciplina riguardante la gestione del bene acqua, imponendo un unico gestore in ciascun ambito territoriale e individuando, di fatto, nelle grandi aziende e multiutilities, di cui diverse già quotate in borsa, i poli aggregativi. Le scelte predisposte dal governo contraddicono pesantemente l'esito referendario del 2011. Infatti è già prevista una manifestazione di protesta a Bologna per sabato prossimo davanti alla sede di Hera, organizzata dai comitati per l’acqua pubblica.

venerdì 31 ottobre 2014

Dallo Sblocca Italia allo Sblocca Modena


In questo documento non è chiaro e bisogna sapere con certezza cosa significa completare le grandi infrastrutture. Anche perchè piu che di grandi opere dobbiamo parlare di recupero, miglioramento energetico e manutenzione, sia per quanto riguarda il patrimonio pubblico come scuole, strade, fiumi e argini, ciclabili e parchi che il patrimonio privato.

Alcuni passaggi del documento :
- Nel nuovo Psc non saranno previste espansioni oltre i confini del Piano in vigore
Non è migliorativo nel senso che conferma la trasformazione a residenza delle ex zone F ed altre trasformazioni approvate con le varianti negli anni scorsi: vedi Via Aristotele, Cannizzaro, Rosselli, S. Caterina, Via Argiolas e altre.  Alcune già ampiamente discusse e incompatibili come quelle che vanno ad autorizzare costruzioni nelle zone dei campi acquiferi di Cognento.
Per le aree di maggiore valenza strategica, come quella della caserma Pisacane in via Emilia Ovest di fianco al Parco Ferrari, si prevede di promuovere concorsi internazionali di idee. Bene sulla riqualificazione delle aree militari ma anche qui sarebbero previsti ulteriori insediamenti abitativi, terziari e co. in via Emilia Ovest di fianco al Parco Ferrari. Occorrono?
Per le aree produttive sono previsti sconti sugli oneri urbanistici per agevolare insediamenti ed espansioni.
Gli oneri di urbanizzazione per le aree produttive sono già molto bassi e insufficienti a coprire i costi di strade, fognature, energia elettrica, acqua, gas, illuminazione pubblica, ecc.  Non vanno diminuite per agevolare espansioni quando ci sono capannoni dismessi vuoti e da recuperare nei villaggi artigianali sia a Modena est che Modena ovest.
- completare lo scalo merci di Marzaglia e collegarlo all'uscita dell'autostrada è ormai innegabile. Resta da ribadire l'inutilità della Bretella e caso mai da sostenere (se occorre) per il trasporto merci nell'area ceramica, la realizzazione del tratto ferroviario Marzaglia Dinazzano. Il si invece al treno Modena Sassuolo rimodernato ed efficientato. E' importante perchè collega gli ospedali di Baggiovara e Modena, studenti e lavoratori.
tutela dell' ambiente e ciclo dei rifiuti (obiettivo 70 per cento di differenziata entro il 2020 e una riduzione del 20 per cento della produzione di rifiuti, mentre dal 2015 estensione del porta a porta a tariffazione trasparente e puntuale)L'obiettivo al 2020 è positivo se fosse reale, potrebbe andare oltre l'80% con il porta a porta e la tariffa puntuale su tutto il territorio. Cosa che avremmo dovuto avviare invece di potenziare l'inceneritore alcuni anni fa.
Alla tutela dell'ambiente con l'idea di gestione dei rifiuti e gli interessi delle multiutility sarà difficile arrivarci. Allo stato attuale l'inceneritore potrà bruciare fino ad un max di 268.000 t/anno perchè lo sblocca italia impone di utilizzarlo al max del suo potere calorifico (oltre le 240.000 attualmente autorizzate, terza+quarta linea). Quindi anche se caleranno i rifiuti prodotti e ricicleremo di piu (già oggi le necessità della provincia non vanno oltre 130.000 t anno circa) quell'impianto brucerà rifiuti di altra provenienza. La scelta poco lungimirante del potenziamento ora la paghiamo cara.
Il Piano energetico comunale esiste già. Sarà necessario verificarne l'attualità con il patto dei sindaci.

domenica 26 ottobre 2014

Anche Settis, Garzillo e Prosperi sul S.Agostino


 


«Usciamo dalla notte dei beni culturali», lo scriveva su La Repubblica il 6 maggio 2013 Salvatore Settis, ex direttore della Scuola Normale di Pisa ed ex presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali del Mibac.
Settis lamentava una privatizzazione strisciante dei beni culturali e quale esempio, su cui nei giorni precedenti si era espressa negativamente anche Italia Nostra, faceva il caso Sant’Agostino di Modena. «Il progetto, spiega Settis, è in deroga a tutte le norme, le torri disegnate per il Sant’Agostino da Gae Aulenti sono inammissibili, le biblioteche Estense e Poletti che lì si vuole trasferire saranno snaturate nella loro funzione e natura».
Il progetto del restauro dell’ex ospedale settecentesco di Sant’Agostino, annunciato dalla proprietaria Fondazione Cassa di Risparmio di Modena per il 2017 e affidato allo studio della scomparsa Aulenti insieme allo Studio Doglioni di Belluno e a Ingegneri Riuniti-Consorzio Leonardo di Modena, prevede tra le altre funzioni culturali, terziarie e commerciali il trasferimento lì della statale Biblioteca Estense e della comunale specializzata in storia dell’arte e architettura Luigi Poletti. L’investimento, nato a seguito di una convenzione firmata nel 2007 dallo Stato, dalla Fondazione e dal Comune, è pari ad almeno
60 milioni di euro

Sul recupero dell'Ex Ospedale S. Agostino e sul trasferimento delle Biblioteche Estense e Poletti avevo interrogato in Consiglio comunale l'assessore Alperoli l'inverno scorso. Avevo posto diverse domande sull'opportunità dei trasferimenti e sulla correttezza e idoneità della costruzione delle Lame librarie del progetto di Gae Aulenti. Adesso si aggiungono perplessità alle perplessità già espresse a questo progetto del 2006, modifica nascosta al PSC e irregolarità sull'autorizzazione. Sui dubbi sul fatto che non fosse opportuno e non economico questo intervento si sono espressi l'anno scorso anche l'ex soprintendente Garzillo e lo storico Prosperi ed usavano toni gravi di dissenso. Sia sulla realizzazione delle Lame librarie che sul trasferimento pericoloso di quel patrimonio storico di libri in un'altra sede.
Sarebbe forse stato forse più opportuno trasferirvi la Galleria Civica e la Biblioteca Delfini?
L'assessore allora aveva promesso di rivedere decisioni e ridiscutere la destinazione dei locali in una commissione con tutti i soggetti interessati, comune, bibliotecari, fondazione. Cosa che immagino non abbia avuto seguito.

giovedì 23 ottobre 2014

Inceneritori: politiche locali e sblocca italia





Io e l'ex ass. all'Ambiente del Comune di Modena Arletti non la pensiamo allo stesso modo sulla questione rifiuti e inceneritore. Leggo oggi il suo programma per le regionali e le sue considerazioni sulla stampa. Trovo sia da irresponsabili proseguire con questa politica sui rifiuti, quando ci sono dati allarmanti sui danni alla salute dovuti alle emissioni. Che qualcuno continua a negare. E quando è ormai risaputo quali sono le alternative. Che tra l'altro vengono praticate da diversi comuni in regione come in Italia ( es. Sassomarconi, Monte S. Pietro, Fidenza Novara, Asti, Salerno) e nel mondo, es. S. Francisco USA (800.000 abitanti) sta perseguendo l'obiettivo Zero Rifiuti e Zero sprechi fissando l'obiettivo al 2020 per arrivare anche senza discariche. Oggi non è realistico parlare di alternative e dismissione. Quando verrà quel giorno? Visto che sono oltre 30 anni che abbiamo i cassonetti della differenziata sulla strada e il sistema a Modena è sempre quello. Nessuna evoluzione sul sistema di raccolta, cambiano esteticamente i cassonetti e basta. In compenso da 30 anni fa, dalla sua iniziale costruzione, è cresciuto l'inceneritore. Moltiplicata la sua capacità. Nonostante, secondo i dati ufficiali, la raccolta differenziata sia costantemente aumentata. Il tutto per nulla, senza premiare chi realmente produce meno rifiuti e li differenzia di più. Senza spingersi sulla raccolta domiciliare dei rifiuti e sulla tariffa puntuale che consentirebbe di farlo. 
L'anno scorso, l'Ass. Arletti, il 14 agosto dava il suo parere positivo alla modifica dell'AIA dell'inceneritore, che si diceva "non sostanziale", ma lo faceva diventare virtuoso e produttore di una quantità fittizia di energia, calcolata a tavolino. E che in virtù di quell'atto, già da allora poteva smaltire rifiuti da ogni parte d'Italia. 
Tutto questo è stato ratificato oggi con la conversione in legge del Decreto Sblocca Italia. L'assurdo decreto del governo Renzi: pro trivelle, asfalto, cemento e inceneritori (opere strategiche nazionali!). Se, con la rinuncia di Hera alla costruzione della Terza linea, potevamo avere qualche certezza di non andare oltre le 180.000 t/anno previste, ora l'abbiamo persa del tutto.
L'art. 35 dello Sblocca Italia di fatto obbliga ad autorizzare gli inceneritori esistenti alla massima capacità termica, che per l'inceneritore di Modena è equivalente a 268.000 t/anno. Addirittura oltre le 240.000 dell'autorizzazione attuale!
Lo stavano aspettando, dopo la rinuncia di Hera alla terza linea (arrivata solo dopo la certezza che comunque avrebbero bruciato il massimo possibile) per modificare l'autorizzazione esistente. Così sono tutti contenti.

mercoledì 22 ottobre 2014

Il progetto di riqualificazione della zona Ex Amcm





Il progetto di riqualificazione della zona Ex Amcm illustrato alla Sala Pucci non è altro che il piano urbanistico attuativo adottato in Consiglio Comunale l'inverno scorso. Senza il mio voto. Illegittima la demolizione della palazzina su Viale Sigonio ed il progetto, nonostante le critiche in consiglio, non è mutato. La soluzione adottata non è ancora rispettosa degli equilibri urbani e dell'assetto compositivo originario della zona, come a suo tempo osservato dal Tar sulla denuncia di Italia Nostra. Resta critica la previsione di costruire la torre alta 12 piani, la stecca con oltre 100 alloggi che in un contesto del genere non ci sta. Per non parlare del supermercato proprio adiacente al Cinema Estivo. Immagino il carico /carico merci adiacente alla sala all'aperto con via vai di carrelli spesa anche alle 21, ora di inizio delle proiezioni. Sempre che il solito supermercato (tra supermercato in v. Morane e Mercato Albinelli ) sia un'esigenza effettiva. O meglio invece pensare ad attività commerciali e di ristorazione mirate a giovani e artisti. Buono il recupero degli edifici ex AEM ed ex ENEL per la realizzazione della galleria urbana e la ricollocazione del teatro delle Passioni. Trovo che sia assolutamente da rivedere il parcheggio multipiano. Questi parcheggi sono un insuccesso costante a Modena, vedi il garage Ferrari in viale Trento Trieste ed i garage nella zona ex acciaierie e Maserati di via Ciro Menotti. Importante invece progettare e spingere una migliore ciclabilità in una zona così prossima al centro storico. Mi auguro che siano recepite, prima dell'approvazione definitva del PUA, anche le importanti osservazioni emerse ieri sera dal pubblico.