mercoledì 28 novembre 2012

Interventi in consiglio comunale del 26 Novembre 2012.

Consiglio comunale del 26 Novembre 2012 - Guarda il video - Delibera. Modifica della riorganizzazione rete istituzioni scolastiche ai sensi dell’art. 19, comma 4, Legge 111/2011 approvata con deliberazione del Consiglio comunale n. 50/2011. Dibattito e dichiarazione di voto.

COME FINIREMO?


Circolano molte sciocchezze su una imminente fine del mondo il 21 dicembre 2012, ma gli scienziati, come Telmo Pievani, ci dicono che i motivi di preoccupazione sono altri. Per esempio le azioni dell'uomo che il pianeta lo stanno distruggendo lentamente.

Per esempio questa
Ricevo e volentieri pubblico 


Novi di Modena – 27/11/2012                                                                                                                                                                     Procedura di VIA del progetto autostradale Cispadana

Mi permetto di porre alla vostra attenzione quanto sta succedendo nell’ambito della procedura di V.I.A. nazionale del progetto autostradale. Ho avuto notizia da fonte attendibile di forti pressioni da parte del Presidente Errani nei confronti della commissione incaricata di valutare il progetto presentato, per ridurre i tempi di approvazione della V.I.A. nazionale adducendo alla urgenza dell’opera come sinergica alla ricostruzione post terremoto. E’ facilmente intuibile invece che questi tempi siano pensati solo per avere un qualcosa in mano da presentare alle prossime elezioni nazionali, e sicuramente con un occhio alle regionali del 2015 (non sono da escludere altre forme di accordi capestro nel contratto con ARC), nei territori interessati dall’autostrada e dal sisma del maggio scorso, per avere il tempo di organizzare la Conferenza dei Servizi definitiva, per potere presentare il progetto esecutivo (certamente già predisposto) e andare alla cantierizzazione nel secondo semestre del 2013 come più volte sbandierato. Tutto questo, al di là dell’opinione che uno abbia sulla cispadana stradale o autostradale,  è l’indubbio disprezzo delle regole democratiche e di partecipazione che tanto vengono decantate in questi giorni a proposito delle primarie.
La richiesta di accelerazione dei tempi di approvazione è la negazione evidente a qualsiasipossibilità di reale partecipazione dei soggetti interessati, non solo dei privati cittadini o delleassociazioni, ma anche delle amministrazioni locali toccate dal progetto.
Fino ad ora ho sempre espresso le mie opinioni sulla tematica tenendo, con orgoglio, un atteggiamento di rispetto per le cariche istituzionali ricoperte da coloro che sostengono questa opera, ma credo che ora sia giunto il momento di esprimere tutto il mio più profondo disgusto nel vedere come, in momenti quali stiamo attraversando, non ci sia il pur minimo ritegno da parte di personaggi che mi sento di indicare come appartenenti ad una politica oramai superata dai fatti stessi che ci si presentano quotidianamente e che indicano l’esigenza di pensare ad un futuro veramente sostenibile. Sotto il punto di vista economico, sociale ed ambientale. Questi personaggi, che si riempiono continuamente la bocca conaffer mazioni tipo “green economy” ed altro ma che di fatto sono rimasti fermi agli anni sessanta, ritengo non siano altro che una banda di cialtroni capaci solo di concepire l’azione politica, nell’ambito economico e trasportistico, come strumento per il consenso elettorale nel breve periodo di legislatura e la Cispadana ne è l’esempio più lampante. Non hanno la capacità culturale di concepire una azione di lungo respiro e per questo sono un grave pericolo per tutti noi ed in particolare per le generazioni future.L’avere ascoltato alcuni di questi il 12 novembre scorso a Ferrara, in un convegno tematico dove solo i favorevoli all’opera hanno potuto intervenire, mi ha definitivamente convinto di non potere più avere fiducia in una classe dirigente (e “classe dirigente” è un eufemismo) che usa il consenso carpito con l’inganno, perché questo è quanto successo in questi  anni attorno alla Cispadana, e che per questo spero venga spazzata via il prima possibile per evitare che facciano altri danni. E mi chiedo anche come il Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna ed i vari Amministratori locali non abbiano un moto di vergogna per loro stessi che permettono ancora questo agire. Forse qualcuno dei sostenitori del progetto già se  la ride pensando di avere ottenuto il risultato prefissatosi senza capire che invece ha definitivamente affossato, assieme ad un futuro sostenibile, anche la speranza di una politica orgogliosa del proprio ruolo. Con quanto fin qui espresso ritengo di interpretare anche lo stato d’animo dei componenti del Coordinamento che ho l’onore di rappresentare e che in questi anni hanno dato tanto del proprio tempo e delle proprie energie nella speranza che il portare conoscenza sulla tematica potesse anche fare riflettere chi questa tematica ha ridotto a puro strumento di potere.
Termino dicendo che sono profondamente sconvolto da questi avvenimenti ma che sono anche consapevole che il mio stato d’animo sia difficilmente comprensibile da parte di chi la passione politica l’ha smarrita da tempo.
                                                                                                                        Silvano Tagliavini

domenica 25 novembre 2012

Giornata internazionale contro la violenza alle donne








Oggi si celebra la giornata internazionale contro la violenza alle donne. Condivido questo poster che parla da solo e leggo sul web:  129 donne uccise per motivi di genere nel corso del 2011, 105 solo nei primi 9 mesi del 2012, migliaia quelle seguite dai centri antiviolenza dal 1 gennaio al 31 ottobre 2012.

In questi giorni  poi leggo anche questa notizia: “Scontro aperto tra due donne-leader sulle quote rosa in Europa. La commissario europea alla Giustizia, la lussemburghese Viviane Reding, ha presentato una proposta di legge che il Parlamento europeo dovrà votare per poi passare la scelta ai governi nazionali, e che chiede che nelle circa cinquemila aziende quotate in Borsa nell'Unione europea si imponga una quota rosa ai livelli dirigenziali, assegnando a donne il 40 per cento delle poltrone nei consigli di sorveglianza. La proposta ha suscitato l'immediato, deciso, no della cancelliera Merkel. Secondo la quale la questione delle pari opportunità va risolta a livello delle sovranità nazionali e non decisa a livello di autorità dell'Unione europea.”

Possiamo farcela? Io dico che ancora non ci siamo. Quando sento parlare di pari opportunità  o di quote rosa, ovvero quote minime di presenza femminile all'interno degli organi politici istituzionali elettivi e non, mi viene la nausea. 

Siamo ancora fermi qua: anche in Italia dobbiamo ancora difenderci dentro alle mura domestiche ed abbiamo ancora bisogno di strumenti legislativi per fissare le quote minime di presenza femminile. Preferirei che queste  cose fossero ricordate gli altri 364 giorni dell’anno.

Aggiungo: SE TI SERVE AIUTO CHIAMA IL 1522 DELLA RETE NAZIONALE ANTIVIOLENZA CHE FUNZIONA 24 ORE SU 24.

venerdì 23 novembre 2012

Il mio intervento a Domenica In - L'Arena

Andate a questo link per vedere il mio intervento alla trasmissione di RaiUno "Domenica in - L'Arena" di domenica 18 Novembre 2012. (Sono presente dal minuto 48 in poi).

martedì 13 novembre 2012

La sintesi del mio intervento in consiglio sul PSC del 12/11




Le linee di indirizzo del Psc , denotano una certa fretta nel predeterminare una situazione, sono piu’ che altro una dichiarazione d’intenti  che un programma, un po l’indice di un libro senza i contenuti importanti. Infatti mi aspettavo almeno un disegno di massima con l’assetto della città futura. Per cercare di capire.
Nelle sue linee generali introduttive della relazione è condivisibile se non fosse poi contraddittoria in diversi passaggi successivi: si dice di non usare piu’ suolo agricolo da una parte, invece di limitarlo dall’altra. Si parla di rigenerazione, di trasformazione urbana ,di città brillante poi di smart city ma non di consumo zero di suolo. Quindi niente di certo. Si mette in relazione il consumo di suolo con azioni virtuose come l’efficienza energetica e l’edilizia sociale e i Peep. E su questo paragrafo si inserisce anche il discorso sulle Aree F, per le quali pare si voglia comunque procedere. Ho chiesto e mi auguro che l’Assessore Giacobazzi  voglia meglio considerare la loro trasformazione specie nelle zone dove sono presenti pozzi di alimentazione dell’acquedotto della città. Comunque mi auguro che tutti questi interventi vengano ridimensionati visto il perdurare della crisi economica, in conseguenza della quale non c’è tutta quella richiesta di nuove abitazioni che si racconta.
Mancano poi nel programma obiettivi certi sulla mobilità urbana, visto che tutti riconosciamo l’importanza di dover ridurre l’utilizzo delle auto per l’inquinamento esistente in Pianura  Padana e in città, ad esempio nei prossimi 10 anni il 30% di ciclabili, 30% di pedonabilità e 25% di trasporto pubblico locale. Per contro sono invece citate le realizzazioni della Bretella Campogalliano Sassuolo e dell’Autostrada Cispadana, che non percorre nemmeno il terrotoriodel Comune di Modena. Opere che assolutamente non condivido, progetti vecchi di 30-40 anni e ormai superati, altamente impattanti e distruttivi del Fiume Secchia l’uno (nel suo percorso Modena –Sassuolo) e del territorio l’altro. Da superare ambedue con l’efficientamento della rete stradale esistente e con il potenziamento del trasporto su ferrovia.
Sul tema della tutela del paesaggio e della riduzione del consumo di suolo ho presentato lo scorso settembre una mozione per chiedere il censimento degli immobili e delle aree dismessi, abbandonati inutilizzati e degradati. Dal quale non si puo’ prescindere e si deve quindi partire per fare una discussione seria. L’ulteriore consumo di suolo è giustificabile solo quando sono già state scartate tutte le alternative possibili ed è assolutamente necessario. Nell'ordine del giorno si chiede anche l'adesione al Forum Nazionale Salviamo il paesaggio che si prefigge la riduzione del consumo di suolo per arrestare quella tendenza dei 50 anni passati in cui il tessuto urbanizzato in Italia è cresciuto in modo esponenziale ed è anche causa dei dissesti .
Le linee di indirizzo del PSC di oggi, se approvate cosi come sono, costituiscono la firma di un assegno in bianco alla Giunta comunale. Quindi invoco, per i prossimi mesi e prima dell’adozione del piano,  l’effettiva partecipazione dei cittadini singoli ed associati mettendo nel piatto dati, programmi, disegni  reali sui quali costruire insieme il futuro della città.

Qui guarda l'estratto del video del consiglio del 12/11 (Dibattito su Delibera. Servizio di custodia e pulizia dei servizi igienici pubblici. Art. 20 Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, D.Lgs. 163/2006. Linee di indirizzo - Proposta di Documento di indirizzi del nuovo Piano Strutturale Comunale.)

lunedì 12 novembre 2012

Meno rifiuti più benessere in 10 mosse

meno rifiuti più benesere


Il 5 novembre scorso ho presentato in consiglio comunale anche questa mozione per aderire alle dieci mosse per diminuire i rifiuti. Questo per ricordare anche la settimana europea per la riduzione dei rifiuti a fine novembre. Mi sembrava un buon proposito.  L'atto è stato bocciato dalla maggioranza, con la motivazione che non avevano avuto il tempo di valutarlo prima. Strumentale e incomprensibile. Non c'è niente di complesso. Sono buone proposte per iniziare a far qualcosa di concreto sulla diminuzione dei rifiuti. L'obiettivo principale della legislazione comunitaria e nazionale. Senza questo non andiamo da nessuna parte.

Sostenete anche voi la petizione: Meno rifiuti più benessere in 10 mosse.


10 AZIONI PER L'INDUSTRIA UTILIZZATRICE DI PACKAGING E LA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA DA METTERE IN PRATICA SENZA INDUGI E PROMUOVERE CON UN'APPROPRIATA COMUNICAZIONE

1) Sostituire tutti gli imballaggi non riciclabili, che impediscono un riciclo efficiente o che compromettono  la qualità del riciclo con imballaggi riciclabili andando verso l'impiego di monomateriali (o imballaggi di più materiali, tra di loro facilmente separabili e per i quali esista una filiera del riciclo). Inoltre nell'impiego di materiali teoricamente riciclabili o compostabili come ad esempio il PLA (o acido Poli-lattico) va verificato se la filiera di raccolta esistente al momento sul territorio nazionale è in grado di gestire il materiale senza disfunzioni e se lo stesso può essere effettivamente compostato o riciclato con metodologie meccaniche o chimiche. Stessi accorgimenti sono applicabili dal mondo della grande distribuzione organizzata (GDO) per il packaging dei prodotti a marca propria e nei confezionamenti dei prodotti alimentari che avvengono nei punti vendita.
2) Ridurre il peso degli imballaggi con l'eliminazione dei doppi imballaggi e componenti accessori all'imballaggio superflui e la messa in commercio di prodotti iperconcentrati o allo stato solido. Tra i doppi imballaggi (o packaging secondario) di cui si può fare a meno ci sono le confezioni di cartoncino che contengono dentifrici o altri prodotti di detergenza per il corpo e gli involucri impiegati per avvolgere le due confezioni di caffè macinato utilizzati da molte marche note, sostituibili con una grafica dell'imballaggio primario che evidenzi l'impossibilità di un acquisto separato delle 2 unità.  Alcuni componenti accessori dell'imballaggio, oltre a complicare conferimento e riciclaggio quando non separabili, costituiscono uno spreco evitabile come ad  esempio  tappi e fascette per richiudere le confezioni ma anche i manici dei flaconi. Si può tranquillamente tornare a fare a meno dei tappi a vite o a linguetta applicati a contenitori in tetrapack soprattutto quando termosaldati e difficilmente separabili. Esistono in commercio soluzioni riutilizzabili  che possono assolvere alle stesse funzioni garantite dalle parti accessorie (come clip e mollette per richiudere le confezioni al posto delle fascette). Ripensare le formulazioni dei prodotti in particolare nel settore della detergenza dove il principale ingrediente è l'acqua e mettere a disposizione prodotti iperconcentrati o in forma solida si possono evitare tonnellate di plastica, ridurre i viaggi dei camion e le emissioni di Co2 complessive dovute alla produzione, distribuzione e riciclo del packaging.
3) Sostituire o eliminare negli imballaggi quelle componenti che ne impediscono o complicano il riciclaggio come le etichette  sleeves  e  l'uso di additivi, coloranti e composti esterni. Le  etichette sleeves che rivestono tutto  il contenitore creano enormi problemi quando sono di diverso materiale plastico rispetto al contenitore che rivestono.  Per motivi tecnici ed economici vengono scelte in PVC in molti casi e applicate su contenitori in PET. Questa pratica compromette il riciclaggio sin dalle prime fasi di selezione. A causa della sleeve in PVC il contenitore in PET non viene riconosciuto dai lettori ottici degli impianti di selezione automatica e viene scartato finendo in discarica o negli inceneritori visto anche l'insostenibilità economica della selezione e  rimozione manuale dell'etichetta.  Se le bottiglie di plastica delle bevande fossero tutte di PET trasparente la riciclabilità sarebbe ottimale (evitando selezioni per colore e massimizzando il valore del materiale riciclato) ed è per questo motivo che in Giappone è consentito produrre solo bottiglie trasparenti.
4) Ottimizzare l'impiego dei materiali e del design dei contenitori ai fini di un riciclo efficiente. Una nota marca  ha lanciato una nuova confezione  basica senza manico e in PET per un suo detersivo comunicando i motivi della scelta.  Una riduzione dell'eterogeneità delle plastiche con l'utilizzo di polimeri più pregiati ai fini del riciclo è stata perseguita recentemente da aziende leader della GDO in Canada dove per il confezionamento in house verranno usati contenitori e vaschette termoformate in PET invece che in PVC . Questa decisione ha non solamente sottratto il pvc alle discariche e soprattutto dagli inceneritori (il pvc è il precursore delle famigerate diossine) ma sta condizionando anche le decisioni sul packaging che le aziende di marca stanno prendendo.
5)Promuovere l’uso di contenitori a rendere (anche in plastica infrangibile)
6)Utilizzare ove possibile materiale riciclato per realizzare il packaging al posto di materia vergine.
7) Adottare un sistema di marcatura/etichettatura degli imballaggi che possa comunicare in modo chiaro e trasparente al consumatore il grado di riciclabilità dell’imballaggio stesso. Sulla base di questo grado di riciclabilità potrebbe essere fissato il livello di contributo ambientale che tale imballaggio deve pagare al sistema di raccolta.
8) Nei punti vendita della GDO: favorire la nascita di circuiti specifici a “filiera breve” raccolta-riciclo-riprodotto, anche con sistemi a cauzione come avviene ad esempio in molte catene GDO centro europee.
9) Nei punti vendita della GDO:  eliminare l'imballaggio eccessivo e ridurre il consumo di sacchetti monouso per l'ortofrutta. Per quanto riguarda alcuni prodotti alimentari confezionati in loco (ad es i formaggi) è possibile ridurre l'imballaggio alla sola pellicola eliminando i vassoi in polistirolo. Nel settore ortofrutta si può ridurre il consumo di sacchetti monouso mettendo a disposizione dei clienti una soluzione riutilizzabile come i retini in cotone o poliestere proposti dalla campagna Porta la Sporta con l'iniziativa Mettila in rete.
10) Nei punti vendita della GDO: favorire un cambio di abitudini che spinga i cittadini consumatori al riutilizzo di contenitori portati da casa  e all'adozione di prodotti con parti intercambiabili adatti all'uso multiplo in quanto unica strategia possibile ed efficace per ridurre il consumo usa e getta. Per quanto riguarda i prodotti acquistabili sfusi con contenitori riutilizzabili del settore detersivi e detergenti per la casa e la persona è stato  rilevato da negozi specializzati in prodotti sfusi che, quanto più ampio è l'assortimento a disposizione dei clienti, tanto maggiore diventa lo smercio con questa modalità. La GDO può guidare le scelte dei consumatori dalle versioni usa e getta a versioni adatte all'uso multiplo mettendo a disposizione e valorizzando queste ultime. Partendo da un oggetto usato quotidianamente come lo spazzolino da denti va notato che l'offerta di modelli con testine intercambiabili è quasi inesistente o poco visibile. Solamente la Coop ha in assortimento un modello di spazzolino con testine intercambiabili a marca propria (realizzato in Italia) in tutti i punti vendita. Tutti i modelli di spazzolini presenti in assortimento sugli scaffali delle maggiori insegne della GDO sono spazzolini monouso che per lo più  arrivano dalla Cina, tranne un unico modello che non è però capillarmente diffuso nei punti vendita.



sabato 10 novembre 2012

No al potenziamento dell'inceneritore? "Abbiamo ragionato su dati previsionali sbagliati" dice l'Assessore Sitta. Esatto







L’assessore Sitta continua a giocare sulla disinformazione.

Quello che dice è così vecchio e superato che può essere solo una provocazione. E’ un disco che da almeno dieci anni ci sentiamo dire ogni volta che nominiamo l’inceneritore e le alternative.  Mi preoccupa, piu’ del suo personale parere, chi può stare dietro o di fianco alle sue parole.
Questa politica e queste persone non rappresentano piu’ gran parte della comunità modenese.
Da quasi trent’anni a Modena abbiamo i cassonetti della raccolta differenziata sulla strada e li bruciamo. Non siamo stati capaci di evolverci e ormai stiamo rasentando i paesi in via di sviluppo.
Nessuno ha mai parlato, nel proporre alternative all’utilizzo dell’inceneritore, di riaprire le discariche. Proprio nessuno. La soluzione non è questa. Chi dice questo, non ha mai letto le direttive europee e le leggi nazionali e neppure l’ultima proposta di legge sulla diminuzione dei rifiuti, riuso e riciclo.
La proposta di legge popolare citata, dopo essere stata proposta dalle maggiori associazioni ambientaliste della regione, votata nell’ultimo anno, da decine di Consigli Comunali e Provinciali, in rappresentanza di oltre 1.250.000 abitanti in Emilia Romagna, è stata giudicata ammissibile dalla Consulta di Garanzia Statutaria e sarà a breve pubblicata sul bollettino della Regione Emilia-Romagna e passerà quindi all’esame dei Consiglieri Regionali.
La proposta di legge comprende disposizioni a sostegno della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata domiciliare con tariffa puntuale e dell’impiantistica funzionale al riuso e al riciclaggio. Rivede le competenze dei Comuni per le operazioni di gestione del servizio di igiene urbana privo di rilevanza economica, prevedendo di appaltare a soggetti differenti i due servizi di raccolta e smaltimento. Regola il ristoro ambientale collegato all’impiantistica di smaltimento per premiare i comuni che ottengono migliori risultati nel riciclo, definisce una disciplina sulla gestione e smaltimento dei rifiuti conforme agli esiti referendari del 12-13 giugno 2011.
Gli obiettivi sono coerenti con le priorità da sempre indicate da tutti gli strumenti di regolazione e pianificazione ambientale, che prevedono: 
1) Riduzione dei rifiuti
2) Riuso dei beni che possono ancora avere una vita utile
3) Riciclare il più possibile la materia
4) Rendere residua la parte di rifiuto destinata allo smaltimento
La proposta di legge vuole raggiungere questi obiettivi spostando risorse dallo smaltimento verso la riduzione, il riuso, il riciclo, tramite meccanismi incentivati per:
      Promuovere azioni di riduzione
      Sostenere il passaggio alla raccolta porta a porta
      Introdurre la tariffa puntuale
      Favorire la filiera del riuso e del riciclo
      Restituire poteri di scelta e governo ai Comuni
      Finalizzare il gettito della tassa sullo smaltimento e il ristoro ambientale ad obiettivi precisi
      Premiare i Comuni che raggiungono risultati concreti
Si supera quindi la discarica e l’inceneritore, per puntare all’obiettivo di riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti.
L’obiettivo per il 2020 fissato dalla UE è l’effettivo riciclaggio del 50% e il recupero di materia del 70% (a parte il recupero energetico).
L’incenerimento, anche con presenza di meccanismi di recupero energetico, viene dalla UE definito come una operazione di smaltimento, a meno che non si superi il 65% di recupero energetico. Cosa possibile solo, e non sempre, negli impianti dotati anche di teleriscaldamento.
Teleriscaldamento che, se realizzato, oltre ad avere un costo elevato, risulta poi dipendente dai rifiuti da bruciare e ne richiederebbe sempre anche qualora fossero insufficienti, quindi costringerebbe la nostra comunita’ a importare rifiuti da altri territori per alimentare detto impianto.
Quanto al risvolto salute, nella lettera di Sitta, e’ talmente banalizzato da far spavento. Proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle parole del suo rappresentante a Bologna il 2 dicembre 2011, alla presentazione dei dati definitivi dello studio Moniter “Gli effetti degli inceneritori sull'ambiente e la salute in Emilia Romagna”, raccomandava comunque il principio di precauzione, cosi come l’Ordine regionale dei medici.
Dall'intervento della dott.ssa Silvia Candela, incaricata dello studio, lo stesso giorno, emergono dati assai poco rassicuranti e certamente diversi da zero. Per quanto riguarda i dati a breve termine sulla riproduzione si osservano aborti spontanei, parti prematuri ed anche malformazioni. Per cio' che riguarda gli esiti a lungo termine sulla popolazione residente si osserva invece probabili trend positivi sugli uomini per incidenza sui tumori al pancreas e al fegato. Sulle donne invece si osservano trend positivi per incidenza su cancro al colon, al corpo dell'utero e linfomi non Hodgkin proprio nelle aree esposte dell'inceneritore di Modena. Evidenze ribadite anche dal Prof. Benedetto Terracini, presidente del Comitato scientifico di Moniter.
Spero che la buona politica ne tenga conto.

Le parole dell'Ass. Sitta, in qualcosa siamo d'accordo.

Link utili:




http://www.modenasaluteambiente.org/

Qui sotto gli articoli pubblicati il giorno 11 Novembre su PrimaPagina e sulla Gazzetta di Modena.


 


giovedì 8 novembre 2012

Interventi in consiglio comunale del 5 novembre 2012.

Consiglio comunale del 5 Novembre 2012 - Guarda il video - Dibattito su proposta di deliberazione: Linee di indirizzo per l’affidamento del servizio di trasporto disabili alle attività diurne, socio-occupazionali e del tempo libero (Periodo dal 1.3.2013 al 28.2.2015) - Interrogazione della consigliera Poppi (Modena5stelle-beppegrillo.it) avente per oggetto: "Ecofeste a rifiuti zero e risparmio idrico" - Presentazioni OdG di accompagnamento alla proposta di deliberazione ai sensi dell’art. 4, comma 1, del Regolamento del Consiglio comunale : Iniziativa popolare del Consiglio comunale di Modena per presentazione progetto di Legge Regionale “Disposizioni a sostegno della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata domiciliare ... omissis” - Dibattito e mozioni.

lunedì 5 novembre 2012

In consiglio la proposta di legge per ridurre i rifiuti.

Oggi, 5 novembre 2012, in consiglio comunale si parlerà della proposta di legge regionale per ridurre i rifiuti.
Qui sotto l'articolo pubblicato oggi sul quotidiano PrimaPagina.