venerdì 31 dicembre 2010

CONTRO IL "CAOS RIFIUTI"

RIFIUTI CAMPANIA. RICOMINCIAMO DAI CITTADINI.

WWF Italia. Napoli campioni di differenziata

Ormai è chiaro no? Il problema è la volonta' politica. Chissa' se smetteranno a Modena di fare terrorismo e a citare la situazione di Napoli per giustificare e mitizzare l'inceneritore come risolutore unico dei problemi? Da anni sento sempre la solita frase: "Non vorrete che diventiamo come Napoli"?? Vedete anche la Salerno virtuosa.

mercoledì 22 dicembre 2010

Auguri di Buon Natale e di un meraviglioso 2011!


AUGURI
Auguri a tutti voi
a quelli che sono stati con me
con gli ideali e con il cuore
in questa incredibile avventura,
a quelli che comunque vorranno esserci
anche nelle battaglie di tutti i giorni,
a quelli che ancora, come me, continuano a credere
che un mondo diverso è possibile,
a quelli che avrò la possibilità di vedere
e il piacere di brindare al nuovo anno
e a tutti gli altri...
GRAZIE

Sandra

sabato 18 dicembre 2010

Il Novipark a Modena centro.


L'ex Parco Novisad, futuro Novipark, a Modena centro
Per fortuna io ho fatto in tempo a visitarlo, una meraviglia, e ho provato a far si che i consiglieri e ass. si rendessero conto di cosa era emerso e che stavamo perdendo. Dopo la visita, tutti contenti ma, in concreto nessun cambiamento sul progetto. Il Parco Novisad ex ippodromo, in centro a Modena, tra lo stadio e il Foro Boario ed ex Ospedale s. Agostino. Sta diventando un parcheggio sotterraneo

 Il progetto e' qui: http://www.novipark.it/moparcheggi.php
Ecco quello che e' emerso e cosa faranno: http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2010/10/03/news/sitta-il-novi-park-aprira-nel-2012-2460093

Un parco archeologico mi sembrava un buon modo per valorizzare la città.

lunedì 13 dicembre 2010

13 al 18 dicembre 2010 - Elezioni consiglio di amministrazione del Consorzio della Burana

Ricevo e volentieri pubblico.



Gentile Cittadino,

vorremmo informarti che dal 13 al 18 dicembre 2010 si terranno le elezioni
per il rinnovo del consiglio di amministrazione del "Consorzio della Burana",
che comprende oggi anche l'ex consorzio Reno Palata.
Si tratta del rinnovo di cariche importanti per la gestione del territorio,
infatti il Consorzio ha la responsabilità di regimazione delle acque
superficiali che interessano tutta la provincia di Modena, parte del
bolognese, parte del pistoiese e la bassa mantovana.
Se sei intestatario di una o più cartelle esattoriali del Consorzio della
Burana, d'importo compreso tra € 14,98 e € 46,60, hai diritto al voto per la SEZIONE 1.
E' proprio in SEZIONE 1 che si presenta la lista "CITTADINI NEL CONSORZIO",
l'unica lista di rappresentanza civile, indipendente da associazioni di
categoria ed apartitica.
Questa lista ha l'obiettivo di rendere i cittadini partecipi all'autogoverno
dell'ente, portando trasparenza sull'impiego dei 14 milioni di Euro versati annualmente
dai contribuenti, impegnandosi per la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico
e per garantire un corretto utilizzo dell'acqua come bene comune.
L'impegno è anche quello di diventare punto d'informazione e di rappresentanza
per i cittadini interessati alle attività del Consorzio.
Cittadini del Consorzio

CONTROLLATE SE AVETE DIRITTO AL VOTO:
Consorzio Burana.


domenica 12 dicembre 2010

L'inceneritore di Parma brucerà il doppio dei rifiuti di Parma. A Modena uguale!

L'inceneritore di Parma brucerà il doppio dei rifiuti di Parma e ammazzerà la raccolta differenziata. Ieri c'è stata a Parma la fiaccolata per protestare contro quella scelta sbagliata. Purtroppo niente di nuovo. A Modena succede la stessa cosa ma nessuno lo ammette. Da minimo 25 anni stiamo sperimentando diversi tipi di raccolta differenziata a cassonetti, isole ecologiche, progetti vari, tutte cose giuste e interessanti, non c'è dubbio. Anche sotto il profilo educativo. Il problema è che non c'è nulla da inventare e con questi metodi non si arriva a diminuire i rifiuti ed a portare la raccolta differenziata a livelli tali da dismettere gli inceneritori. Ma a Modena, come in altre realtà d'Italia,  non vogliono arrivarci. E' una scelta politica. Solo la raccolta differenziata porta  a porta con tariffa puntuale  (cioe' facendo pagare quello che realmente il cittadino produce di solo rifiuto indifferenziato) può farlo. Ci sono esempi in questo senso anche in provincia di Modena, la realta' di Carpi dove l'amministrazione comunale e Aimag da qualche anno sono partiti ed ora il sistema e' adottato in quasi tutta la città ed è un successo. Lo è stato anche nella fraz. di Albareto, Modena, ma e' rimasto un esempio, ora praticamente abbandonato per varie scuse: troppo costoso, la piu' citata, e poi quella che il cittadini portavano i riifuti in altra zona. Evidente: il progetto non e' stato mai allargato ad altri quartieri e zone di Modena ma restato un caso isolato. Demotivata la popolazione. Poi la decisione di rendere sempre piu' potente l'inceneritore cittadino e di considerarlo "scelta centrale" nel Piano Provinciale per la Geastione dei Rifiuti. Scelta poco costosa: un investimento, negli ultimi cinque anni, per adeguarlo e potenziarlo pari a circa 150 milioni di euro. In alternativa, chissà quanta raccolta differenziata porta a porta si poteva organizzare, fate due conti voi.

http://www.ecoblog.it/post/11559/linceneritore-di-parma-brucera-il-doppio-dei-rifiuti-di-parma-e-ammazzera-la-differenziata

Il Comitato Modena Salute e Ambiente e il WWF Modena ci hanno provato a dire no a questa politica sbagliata, anche ora.  Proponendo le osservazioni e chiedendo la Valutazione d'Impatto Ambientale della terza linea. Provateci anche voi.
http://www.modenasaluteambiente.org/

martedì 7 dicembre 2010

ABBIAMO FATTO UN SACCO DI PROGRESSI!

Oggi sono contenta, leggo che «Italia Oggi», nell'indagine realizzata in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, dice che per qualità di vita Modena si trova al 14esimo posto nella graduatoria nazionale. In regione seconda solo a Parma che si trova in decima posizione. Rispetto al 42esimo posto del 2009. 
Abbiamo fatto un sacco di progressi... pero' non sono riuscita a notare questa evidenza...

Facciamo qualche altro progresso. Sul trasporto pubblico abbiamo bisogno di qualche esempio. Leggo di Vienna, la citta' dalla mobilità sostenibile, infatti è la città con il trasporto pubblico più capillare di Europa.
A Vienna ci sono 120 linee – tra autobus, tram e metropolitana – che formano una rete di trasporto pubblico di quasi 1000 km, con quasi 4.500 fermate.
Nella capitale... austriaca non esiste alcun punto che disti più di 15 minuti a piedi da una fermata di autobus, tram o metro: si può pertanto dire che il trasporto pubblico è un diritto universale a Vienna.
Nel 2006 sono stati 772 milioni i passeggeri del sistema di trasporti pubblico.
Altro dato all’insegna della mobilità sostenibile sono i 1000 km e passa di piste ciclabili, raddoppiate rispetto a 15 anni fa, con in particolare una bellissima pista ciclabile che percorre tutto il Ring.

http://www.tuttogreen.it/vienna-la-citta-della-mobilita-sostenibile/

lunedì 6 dicembre 2010

Bologna 4 dicembre 2010 - Acqua bene comune

La manifestazione regionale sull'acqua bene comune, in partenza a Bologna simbolicamente davanti alla sede di Hera.

Stop alle privatizzazioni fino al referendum.





lunedì 29 novembre 2010

Dal Nuovo sito del Comitato Modena Salute e Ambiente, le osservazioni allo screening per la realizzaione della 3° linea dell'inceneritore.

Il Comitato Modena Salute e Ambiente presenta alla Provincia di Modena le osservazioni alla fase di verifica di assoggettabilità della realizzazione della terza linea dell'inceneritore di Modena alla Valutazione d'Impatto Ambientale. L'impianto cambia in modo sostanziale, potenzialmete potrà bruciare ancora piu' rifiuti. Potenzialità sovrastimate rispetto al fabbisogno provinciale e premessa per far divenire questo impianto um polo di smaltimento di rifiuti speciali di tutta la regione.
Il Comitato dissente in modo totale dalla scelta di imporre alla collettività il raddoppio dell’inceneritore  e quindi l’incenerimento come metodo di smaltimento rifiuti in provincia di Modena.

http://www.modenasaluteambiente.org/

Questa e' la settimana europea per la riduzione dei rifiuti ( http://www.ecodallecitta.it/menorifiuti/suggerimenti.php ) e la comunità modenese non da un grande messaggio ed esempio educativo. La scelta politica di potenziare un inceneritore di tale capacità, non aiuta a diminuire i rifiuti e nemmeno a riciclarli in quante nutre l'illusione che bruciando tutto sparisca e diventi piu' pulito. Di fatto non sparisce nulla, tutto fumo e ceneri ( 30%), quindi neanche le discariche potranno essere eliminate, anzi diverranno discariche speciali per materiale pericoloso e tossico.

Dott.ssa Gentilini - "Gli inceneritori sono un pacco!"

lunedì 22 novembre 2010

25 Novembre - Giornata internazionale contro la violenza alle donne

La violenza contro le donne ha molte facce: le uccisioni e gli stupri sono gli aspetti più drammatici delle violenze dentro e fuori le mura domestiche, nei luoghi di lavoro, per le strade. È sofferenza e umiliazione. È la prima causa di morte tra le donne nel mondo.


La violenza sulle donne è parte di una cultura globale che nega alle donne pari opportunità e pari diritti e legittima la violenta appropriazione del loro corpo per gratificazione individuale o scopi politici. Milioni di donne nel mondo sono terrorizzate da violenze domestiche, schiavizzate in matrimoni forzati, comprate e vendute per alimentare il mercato della prostituzione, violentate come trofei di guerra o torturate in stato di detenzione.

Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale contro la violenza alle donne, una data scelta in ricordo delle tre sorelle Miraball, torturate, stuprate e uccise dai servizi segreti militari di Santo Domingo, nel 1960 sotto la dittatura di Trujillo, per aver voluto visitare dei prigionieri politici (http://italy.indymedia.org/news/2004/12/689239.php).

Tutti gli anni il 25 novembre diventa un’occasione per promuovere interventi contro la violenza alle donne e creare una coscienza collettiva in modo che gli autori di violenze non restino impuniti e le vittime prive di qualsiasi possibilità di risarcimento.

venerdì 22 ottobre 2010

RIFIUTI SPECIALI = RIFIUTI DA FUORI MODENA



RIFIUTI SPECIALI = DA FUORI MODENA. LO SCRIVE LA STESSA ARLETTI

Da una risposta scritta dell’Assessore all’ambiente Arletti del Comune di Modena ad una interrogazione consiliare sull'inceneritore di Modena di Via Cavazza e i rifiuti, del marzo scorso, di cui alleghiamo uno stralcio:

"L'A.LA. dell'impianto autorizza in questa fase  lo smaltimento di complessive 140.000  tlanno di
rifiuti urbani, speciali non pericolosi e rifiuti sanitari.  Relativamente ai rifiuti urbani viene
individuato quale  bacino di provenienza il  territorio provinciale modenese,  in accordo con gli
strumenti di pianificazione vigenti e con  la normativa di settore  in applicazione del principio di
auto sufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi in ambiti territoriali
ottimali. Relativamente ai rifiuti speciali, ovvero a quei rifiuti provenienti genericamente da
attività produttive e di servizio, invece la normativa non pone limitazioni riferite agli ambiti di
smaltimento. I rifiuti speciali in ingresso al termovalorizzatore di Modena hanno quindi
provenienza sia provinciale sia extraprovinciale (prevalentemente Regioni Emilia-Romagna,
Toscana, Veneto, Lombardia e Friuli V.Giulia) ed il loro smaltimento viene da sempre effettuato
nel rigoroso rispetto delle prescrizioni autorizzative.
In particolare nel dettaglio dall'1.01.2009 al 31.10.2009 sono stati smaltiti rifiuti speciali non pericolosi provenienti:
  dalla Provincia di Modena  2.939,94 ton 

  dalle altre Province dell'E.R.  4.068,31 ton
 dalle Regioni confinanti con l'E.R.  8.680,05 ton
 da altre Regioni   2.591,08 ton
 TOTALE   18.279,38 ton ".
 
Si rileva che:
1- i rifiuti speciali vengono soprattutto da fuori modena, per circa 85%, quindi è vera l'equazione Rifiuti Speciali = soprattutto rifiuti da fuori Modena, smettiamola con la storia di chiamarli scarti  aziendali modenesi ( che comunque vanno riciclati)
 
2- quindi non c'è alcun bisogno di allargare la soglia degli speciali per i nostri rifiuti, per questo ora stiamo usando solo il 10% della quantità autorizzata.
 
3- inoltre, oltre il 50% degli speciali arriva da fuori regione, e questo supera pure l' "indicazione" della intervista  di domenica 17/10 ad Arletti della valenza regionale dell'impianto per gli speciali ( a proposito, chi l'ha deciso questo allargamento?)
 
4- da fuori sono arrivate circa 15.000 tonnellate di RS, quindi 8 volte l'emergenza campana del 02-2008.

Con la decisione presa in questi giorni, si ritiene violato il principio  fondante dell’impianto d'incenerimento di Modena quale destinato al solo uso provinciale, vedi il Piano Provinciale Gestione Rifiuti vigente, impegno ( a non bruciare o limitare di bruciare rifiuti  speciali provenienti da fuori provincia) ribadito nell'ODG della maggioranza approvato lo stesso giorno dal consiglio provinciale, nel maggio 2005.
Sandra Poppi
Mauro Marverti
Comitato Modena Salute Ambiente

venerdì 15 ottobre 2010

Non autorizzate ulteriori rifiuti speciali e l'avvio della terza linea!


Chiedo alla provincia: non autorizzate ulteriori rifiuti speciali e l'avvio della terza linea!

Hanno motivato il potenziamento dell’inceneritore di Via Cavazza per arrivare all’autonomia sulla gestione e smaltimento dei rifiuti nell’ambito provinciale. E in effetti i conti non tornano. Arrivare al 65% di raccolta differenziata (come la norma richiede) significa bruciare a Modena circa 165.000 tonnellate di rifiuti ogni anno. Il raddoppio dell’inceneritore ne consente di bruciare 240.000. Le restanti 75.000 a cosa servono? Perché è stato approvato un raddoppio che porta Modena ad avere un inceneritore più grande di quello di Bologna e di tutta l’Emilia Romagna? Come si prevedeva per smaltire ulteriori rifiuti speciali e da altre province. Perché i rifiuti speciali per legge hanno libero mercato.

Se è vero che Giunta Comunale ed Hera hanno chiesto alla Provincia di bruciare oltre il doppio di rifiuti speciali, chiedo alla Provincia di non autorizzare tale richiesta e nemmeno il funzionamento della terza linea da 60.000 t/a perché inutile al nostro fabbisogno.
Noi faremo del nostro meglio per impedirlo.
Occorre potenziare la raccolta differenziata e il recupero dei rifiuti e salvaguardare la nostra salute.




mercoledì 13 ottobre 2010

Sono solo giochi di parole...






Comunicato stampa del Comitato Modena Salute Ambiente
13 ottobre 2010

Il Comitato Modena Salute e Ambiente legge con dissenso il comunicato stampa del Comune di Modena, è semplicemente vergognoso. Non cambia assolutamente nulla: l’inceneritore a regime sarà autorizzato a bruciare 240.000 t/anno. Sono solo giochi di parole per i cittadini che non conoscono la situazione il citare la dismissione delle linee 1 e 2 ( era così previsto, resterà la linea 3 da 60.000 t che sommata alla 4 nuova da 180.000 fanno le 240.000 t/anno, che sono il doppio di prima!). E dire che le emissioni sono inferiori ai limiti di legge. Pur essendo uguali o superiori alla situazione precedente. Questo è inquinamento a norma di legge! Che non sappiamo ancora quali risvolti avrà sulla nostra salute.
Questo diverrà l’inceneritore piu’ grande di tutta la regione e non sapremo di cosa farcene se i rifiuti diminuiranno anche mediante la raccolta differenziata.
Raccolta differenziata che nessuno sarà motivato a fare seriamente ( Hera e Comune per primi) visto che esiste un inceneritore di tale capacità.
In realtà il Piano provinciale dei rifiuti diceva che al 2005 dovevamo raggiungere il 55% di raccolta differenziata, e ancora non ci siamo. La normativa vigente poi stabilisce che bisogna raggiungere il 65% al 2012 e non 2014 e mantenere incenerimento e discarica come residuali.

Il Comitato ribadisce l’assurdità delle dichiarazioni e decisioni prese contro la volontà dei cittadini e continua a chiedere alla Giunta e al Consiglio :
1la  rinuncia al raddoppio della capacità di combustione dell’inceneritore di via Cavazza motivandola con gravi problemi di salute, di sostenibilità ambientale ed economica, aumentando la raccolta differenziata, con un risparmio notevole, meno inquinamento dell’aria, dell’acqua e dei suoli e con benefici per i Modenesi. Tendendo ad azzerare nel tempo anche l’attuale utilizzo e quindi la dismissione degli inceneritori.

2 – Blocco dell’ammodernamento della terza linea d’incenerimento  da 60.000 tonnellate/anno.

3 – Con il risparmio ottenuto (ipotesi 15-20 milioni di euro) attivare la raccolta domiciliare dei rifiuti in almeno il 50 % del territorio comunale sul modello Albareto, o Carpi o Suzzara ecc., estendendola progressivamente nei mesi successivi (gli abitanti del comune di Modena rappresentano il 27% circa della popolazione della provincia, e il resto?).

4 – Modificare l’Autorizzazione Integrata Ambientale prevedendo 120.000 tonnellate di rifiuti/anno al massimo da incenerire con il nuovo forno.

5 – Modificare l’AIA mettendo a 0,0 tonnellate anno la quantità di rifiuti speciali a libero mercato (sono importabili anche da altrove).

6 – Per tutti le realtà quali uffici, scuole, asili, comunità in genere pubbliche e private, attivare la campagna “Indifferenziata ZERO” volta a incentivare la raccolta differenziata di qualità per tutte le categorie merceologiche, con effetto educativo per tutti. Promuovere la nascita di un centro di riciclo come quello di Vedelago (TV) .

7 – Inserire il principio del “ritorno” degli imballaggi alla fonte. Cioè, in accordo con le categorie produttive e commerciali interessate, gli imballaggi vanno riconsegnati ai fornitori fino a risalire all’impresa produttrice. In sostanza, chi immette imballaggi nella società deve curarne anche il ritorno, così da non caricare la comunità dello smaltimento, fosse anche riciclaggio.

8  – Entro il 2012, tutti i comuni conferenti rifiuti all’impianto devono almeno arrivare alla RD di legge (65%), pena il non ritiro dei rifiuti medesimi.

9 – Trasparenza, verificabilità e qualità dei rifiuti destinati all’inceneritore analogamente a quanto avviene per le emissioni al camino, che sono controllabili da chiunque via internet. Quindi richiediamo quanto serve a questo scopo:
  - Una o più webcam online 24 h collegate agli strumenti che registrano gli inquinanti controllati in continuo. 
  - Una o più webcam online 24 h tali che inquadrino gli autocarri e i vagoni merci in entrata, con dettaglio sufficiente ad identificare il mezzo medesimo e la provenienza.
  - Mettere online i dati di pesatura, tipologia, provenienza rifiuti  ecc. per ciascun mezzo. (supponiamo che tale elenco esista già per uso interno, basterà metterlo online).
- La presenza aggiornata in tempo reale su internet di tali dati è vincolante per l’accesso all’impianto da parte dei mezzi conferenti rifiuti.
- Non devono entrare mezzi “anonimi”. Ogni mezzo, anche dall’esterno deve recare sempre ben visibili i contrassegni della ditta di appartenenza.
  - Accesso e verifica sul posto della corrispondenza dei dati. Deve essere consentito ad un organismo indipendente di cui non facciano parte ad alcun titolo il gestore o altri a lui riconducibili.
  - utilizzare nuove tecnologie come la vagliatura e selezione del rifiuto prima di essere incenerito (metodi utilizzati negli impianti che adottano le migliori tecnologie).

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------

COMUNE DI MODENA - Comunicato Stampa 

INCENERITORE, OK A SOSTITUZIONE DELLA TERZA LINEA
Modena manda in pensione le discariche, scommette sulla raccolta differenziata dei rifiuti, che ha già raggiunto il 50%, e sulla termovalorizzazione


Modena manda definitivamente "in pensione" le discariche, raggiunge il 50% di raccolta differenziata, incrementa il porta a porta, decide di dismettere le linee 1 e 2 dell'inceneritore dei rifiuti e di ristrutturare la terza, ora ferma, come previsto dall'Autorizzazione integrata ambientale del 2007. Ciò consentirà di realizzare un impianto con emissioni molto inferiori rispetto ai limiti di legge, capace inoltre di produrre energia elettrica e termica e di riscaldare migliaia di case modenesi col teleriscaldamento, bruciando rifiuti e sostituendo altrettante caldaie a combustibili fossili. Lo ha deciso la Giunta comunale nella seduta di martedì 12 ottobre, in sintonia con il Piano provinciale di gestione dei rifiuti, che attribuisce al termovalorizzatore un ruolo centrale nel processo di smaltimento dell'indifferenziata. Per procedere, il Comune terrà comunque conto del parere degli organismi di controllo ambientale.
"L'intervento eviterà di fare ricorso, in caso di fermo impianto, a discariche distanti, che comportano costi elevati - spiega il sindaco di Modena Giorgio Pighi - e la città deve potersi garantire l'autosufficienza nella gestione dei rifiuti. Il nuovo impianto si avvarrà di tecnologie moderne, capaci di ridurre considerevolmente le emissioni in atmosfera e limitare ulteriormente l'inquinamento dell'aria. Consentirà inoltre di rispondere in modo più adeguato alle esigenze del sistema produttivo, fatto di piccole e piccolissime imprese artigianali e commerciali, controllando gli incrementi dei costi dei servizi e quindi delle tariffe", conclude il sindaco.
Nella provincia di Modena si producono, infatti, oltre un milione 900 mila tonnellate di rifiuti speciali, escludendo quelli provenienti dalle attività di costruzione e demolizione, e 456 mila tonnellate di rifiuti urbani. Materiali inerti, ferrosi, metalli e vetri vengono avviati ai recuperatori, ma una parte rilevante di rifiuti, in tutto e per tutto simili a quelli urbani, vanno in vario modo in diversi impianti di smaltimento fuori dalla provincia: discariche, inceneritori o centrali termiche e cementifici, con trattamenti non sempre corretti.
La possibilità di bruciare una quantità maggiore di rifiuti prodotti dal mondo delle imprese è facilitata dall'aumento della raccolta differenziata, passata dal 30% nel 2005 al 50% di oggi, con un incremento medio di 5 punti ogni anno e con l'obiettivo di raggiungere il 65% entro il 2014. Accordi volontari per la riduzione della produzione dei rifiuti hanno consentito di contenere l'aumento della produzione (che si attesta sui 690 chilogrammi pro capite l'anno), sono state attivate 2 nuove isole ecologiche, una fissa e una itinerante, mentre circa 11 mila cittadini sono coinvolti in attività di raccolta domiciliare (porta a porta) parziali o integrali. Centinaia di cassonetti grigi sono stati inoltre eliminati e sostituiti con quelli destinati alla differenziata ed è in corso, nel territorio della Circoscrizione 3, un progetto per aumentare l'efficienza del sistema di raccolta stradale.
"Sulla base delle indicazioni date dal Consiglio comunale - ricorda l'assessore comunale all'Ambiente Simona Arletti - abbiamo chiesto a Hera di mettere a punto un progetto che incrementi anche la raccolta porta a porta a partire dai residenti del centro storico, ristoranti, bar e negozi di frutta e verdura". In città sono già 846 gli esercizi commerciali a cui viene garantito un servizio individualizzato di raccolta differenziata dei rifiuti e circa 3 mila le famiglie del centro che volontariamente aderiscono alla raccolta domiciliare.
Oggi Modena è tra le prime 3 città italiane con oltre 150 mila abitanti per la raccolta differenziata e la percentuale avviata a smaltimento si è ridotta allo 0,2%, mentre il ricorso alle discariche sul territorio provinciale è ulteriormente sceso a poco più del 17%. Col progetto Sistema Modena 65 si punta a creare un modello Modena condiviso coi cittadini.
"Stiamo costruendo la comunità del recupero e del riciclo che l'Europa ci chiede - conclude Arletti - e l'area impiantistica di via Caruso sarà riqualificata con l'obiettivo di diventare un polo avanzato del riciclo. Oltre alla sostituzione della vecchia linea ai fini di migliori prestazioni anche ambientali, si prevede di potenziare l'impianto di selezione per aumentare il recupero dei materiali prima dell'incenerimento e di riconvertire gli impianti dei rifiuti pericolosi e degli altri rifiuti speciali per aumentare il riciclo".





martedì 12 ottobre 2010

Spostamento della Cispadana in Lombardia-Veneto?

Spostamento della Cispadana in Lombardia-Veneto?
«Questa scelta avrebbe conseguenzedisastrose perle nostre imprese e il territorio. Il tracciato attuale è stato individuato dal Piano reg.dei trasporti. Non ci sono motivi per tornare indietro. Vorrebbe dire non realizzarepiù la Cispadana, essendo le procedure per un’opera di questo tipo lunghe, complesse» dice il Consigliere regionale Palma Costi.

Siete d'accordo?

Io sono forse contro corrente, mi accuserete di essere sempre contro tutto, di essere contro l'economia, lo sviluppo, il progresso ma vi confesso di non essere particolarmente preoccupata.

Se è necessario miglioriamo la viabilità esistente, il collegamento con le stazioni e agevoliamo il trasporto ferroviario.

http://linformazione.e-tv.it/archivio/20101012/12_MO1210.pdf

giovedì 7 ottobre 2010

Sarah, Sakineh, Nosheen e Shahnaz e le altre


Sarah, Sakineh, Nosheen e Shahnaz e tutte le altre madri, mogli, fidanzate, figlie, sorelle che pur appartenendo ad età, religione, paese e nazioni diverse sono accumunate da un unico destino, quello di essere donne e vittime di una società qualunquista, retrograda, maschilista, deviata e corrotta. Senza dubbio è un momento storico di incertezze economiche e di ideali distrutti, non e' il caso però di continuare a compiangerci e scusare e comprendere troppo. Vabbe' che la storia ci insegna che i cambiamenti sono lenti e sofferenti, qui pero' non passa giorno che non si legga una notizia del genere. La rabbia ha ormai preso il sopravvento. Da una donna, alle donne: adesso basta.

Sandra

http://gazzettadimodena.gelocal.it/dalgiornale/2010/10/07/news/nosheen-voglio-vedere-mia-madre-2482042

http://temporeale.libero.it/libero/fdg/4192246.html



venerdì 1 ottobre 2010

3 milioni di euro alla Sacca e alla Crocetta dalla Regione

"Prosegue l’impegno della Regione per la qualificazione di un’area delicata di Modena, quella si-
tuata a nord della fascia ferroviaria».
Lo ha annunciato l’assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli, spiegando un contributo di 3 milioni di euro in-
dirizzatoallo sviluppo «di un’edilizia di qualità, con case moderne, alla viabilità più scorrevole, alla sicurez-
za ed alla riqualificazione di un’ampia area modenese: una zonachiave per l’intera città, situata vicino al centro
storico e che diventerà, con il vicino Museo EnzoFerrari».
Grazie. La parte Nord di Modena sta aspettando da lungo tempo la riqualificazione dei fabbricati e la bonifica e valorizzazione delle aree dismesse, i cittadini pero' vogliono sapere con precisione dove verranno utilizzati i contributi. Non solo nuovi fabbricati e strade. Non solo cemento, asfalto ma qualità di vivere, spazi ad ampio respiro, verde, giochi per i bambini. Cogliamo l'occasione per fare la differenza e soprattutto di sentire la voce dei cittadini. La programmazione deve essere fatta sentendo l'esigenza di chi ci vive.



http://linformazione.e-tv.it/archivio//20100929/10_MO2909.pdf

mercoledì 29 settembre 2010

Il Polo ambientale di Marzaglia


Domenica 26 settembre, al mattino, mi sono recata in via Pomposiana a Marzaglia (Modena). C'erano i preparativi della festa di Bimbalbero alla Fattoria Centofiori. In realtà pare che gli alberi per ogni bambino che nasce non vengano piu' piantati qui ma siano adottati quelli nelle fasce verdi ai lati della TAV. Chissà, adottati e non piantati dei nuovi? Quelli che TAV già s'è impegnata a mettere a dimora come mitigazione della ferrovia? Molto meno romantico. Il polo ambientale è un'area estesa verde, e di rispetto delle falde dell'acquedotto di Modena, molto bella. Altrettanto bella è l'area intorno e il bosco di fronte, tra il costruendo autodromo e il camping. Era domenica e c'era il silenzio, sentivo solo il rumore del vento e delle anatre nel laghetto vicino alla fattoria. Ho fatto una passeggiata e sono andata a visitare anche il bosco vicino dove soggiornano diverse specie di uccelli e un capriolo che tutte le sere si fa vedere ad attraversare il vialetto ( mi ha raccontato un personaggio del camping). Poi sono andata a vedere di fianco dove la pista è già disegnata (la vedete nella foto).
Avete presente tutto questo? Che fine farà la Fattoria e il parco e tutta l'area definita Polo ambientale di Marzaglia? Che fine farà quando sarà completato l'autodromo di fronte piu' il centro commerciale? Quando l'asfalto e il cemento avranno coperto tutto il verde e il rombo delle macchine coprirà ogni altro suono?

giovedì 23 settembre 2010

IL BLOCCO DEL GIOVEDI’, DELLA DOMENICA O ALTRO?


Dopo aver difeso le targhe alterne e i blocchi del giovedì per anni, i nostri amministratori si sono improvvisamente accorti che non servono a nulla. Questa volta i nostri assessori hanno firmato il provvedimento della Regione senza convinzione.

Meglio tardi che mai, anche perchè di fatto girano tutti con le numerose deroghe che esistono e l’aria non migliora in modo significativo. E’ solo una questione culturale ed educativa. Da non sottovalutare, ma occorre che il comune e la regione abbiano il coraggio di sostenere provvedimenti diversi, quelli che realmente apporterebbero qualche beneficio.

In realtà queste cose incentivano la gente a cambiare auto ( quelli che possono!…con auto piu’ ecologiche tipo Euro 4 o 5 o a gas) ma non a rinunciarvi. Si deve arrivare ad una situazione come a Milano dove viaggiare in auto é molto meno pratico e più costoso del mezzo pubblico.

Per quanto riguarda il blocco domenicale, proposto dall’Ass. Arletti, siamo molto perplessi per alcuni motivi:

1) la domenica fisiologicamente le particelle calano. Certamente il lunedì e (forse) il martedì si osserverebbe un calo di PM10 (se il blocco fosse totale), ma il contributo delle giornate lavorative rimarrebbe inalterato. Si abbasserebbe solo un po' il fondo, ma l'incremento sarebbe lo stesso.

2) la domenica, soprattutto se è bello, la gente tende ad uscire dalla città e fare gite. Quindi, porterebbe la macchina fuori città e con il blocco potrebbe essere un problema.

Occorrono sacrifici, impegni finanziari e contributi in altre direzioni.

Le nostre proposte per contribuire a risolvere o attutire il problema sono:

1) blocco totale del traffico in un giorno lavorativo, ma con bus gratuiti per tutta la giornata.

2) incentivi di ogni genere e sensibilizzazione per chi decide di investire in mezzi alternativi.

3) riorganizzazione profonda del servizio di trasporto pubblico, incentivi per gli abbonamenti e controllo

4) incentivi per studi scientifici di fattibilità che possano avere la trasferibilità pratica.

5) utilizzo di quanto già esiste, come vernici e asfalti fotocatalitici in grado di degradare gli inquinanti, filtri antiparticolato ecc.

Crediamo che sia arrivato il momento di fare scelte coraggiose e di campo. Ci si può attaccare alla crisi, ai soldi che non ci sono perché sono investiti in altro di più immediata utilità, ma la realtà è che stiamo davvero camminando su una lama di rasoio. Lavorare sulla prevenzione primaria potrebbe avere importanti e significative ripercussioni nel medio e lungo termine sulle spese per la prevenzione secondaria. Inoltre, una presa di coscienza forte e reale da parte di chi ci amministra ed ha i mezzi per agire potrebbe contribuire ad aumentare la consapevolezza dei cittadini. Vogliamo rendere Modena una città più sana con idee e proposte concrete e circostanziate.

SANDRA POPPI - MATTEO GOLDONI - MARIO GUATTERI

http://linformazione.e-tv.it/archivio/20100924/09_MO2409.pdf

mercoledì 22 settembre 2010

Urbanistica e Ambiente al Forum - La solita partecipazione?


Al Forum Ambiente del PD, in questi giorni, si parla di urbanistica e politiche ambientali a Modena. All'ordine del giorno dell'ultimo ho letto i principali temi di Modena e provincia con particolare riferimento ai nuovi PSC e al nuovo Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti. Temi importanti. Sono molto preoccupata per il risultato, come immaginerete. Poi mi chiedo a che cosa servono gli Stati Generali.
L'"Effetto Modena" mi sembra sempre quello. Chi decide sono sempre pochi e la città è tenuta fuori ed è avvisata alla fine.
Già ne avevo avuto riprova nell'ambito del Bilancio Partecipativo "Via per Via" realizzato con le circoscrizioni negli anni 2007-2008. Progetto che sarebbe stato interessante se non fosse stato solo uno specchio per le allodole. L'ho vissuto come referente e portavoce delle proposte dei cittadini su Ambiente ed Urbanistica nel distretto Crocetta-Albareto. La posta in gioco era che le prime tre proposte votate sarebbero state realizzate.
Quelle che sono uscite dalle votazioni dall'assemblea dei cittadini tenuta ad Albareto, sono state tre proposte valutate positivamente anche dalla Circoscrizione 2 come realizzabili e sono state:
1) L'istituzione della raccolta dei rifiuti porta a porta a Modena in luogo dell'inceneritore evitando il raddoppio.
2) La realizzazione di una ciclabile Modena-Albareto a lato della strada proseguendo quella già realizzata  fino ai Mulini Nuovi e tombando i fossi laterali. Per ovviare alla pericolosità di quella strada stretta e tortuosa, percorribile tutti i giorni ed ecologicamente piu' sostenibile.
3) La realizzazione della ciclabile Albareto-Cimitero. Per le stesse esigenze e motivazioni di cui sopra.

Esigenze e proposte ignorate. La tristezza piu' grande è nel vedere realizzare e poi abbandonare, per insufficiente motivazione di HERA e del Comune, della raccolta domiciliare dei rifiuti nella fraz. di Albareto. Che doveva essere, non la sola, ma la partenza di un progetto da applicare a tutta la città per evitare il piu' possibile l'utilizzo dell'inceneritore.

Aria malata, Modena al top in Europa

Aria malata, Modena al top in Europa
E’tra le 30 città ‘nere’: registrati più di 50 superamenti del limite di Pm10.


Però a Modena siamo Presidenti del Progetto Città Sane dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità, la quale dai suoi studi conclude che la nostra salute dipende di piu' dal nostro status sociale culturale ed economico che dall'esposizione ai fattori inquinanti.

"Ha oltrepassato quota 50, infatti, il numero di giorni in cui è stato superato il livello massimo consentito della concentrazione di Pm10. Un ‘record  ’che inserisce la nostra città tra le prime 30 più inquinate del coninente assieme ad altre11italiane:Milano, Brescia,Paova, Bergamo, Pescara, Napoli,Venezia, Rimini eReggioEmilia. Ariamalata, ma anche pioggeacide e livelli di ozono molto spesso oltre la media. Questa fotografia
poco incoraggiante che fa riflettere in un momento in cui si è riaperto anche in città il dibattitosulla reale uti-
litàdelle misure perc ontenere lo smog, tra blocchi del traffico di giovedì o di domenica e giornate dedicate alla
mobilità sostenibile è stata scattata dall’Istat che ha raccolto le stime dal data base ‘Airbase’dell’Agenzia europea perl’ambiente aggiornateal 2008e illustrate in occasione della Settimana europea per la mobilità. A li-
vello europeo, due anni fa, il primato per la città ‘capitaledello smog’èandato alla bulgara Plovdiv seguita da
Torino, Brescia, Milano e Sofia. Le più ‘virtuose’, invece, erano tutte situate nel nord Europa: Tallin in Estonia, Stoccolma, Lund e Malmo in Svezia. In Italiala medaglia d’oro è andataa Palermo.
Modena, scorrendo idati Istat,è risultata tra le prime 30 avendo superato inoltre 50 giorni il valore obiettivo
per la tutela della salute"
Da L'informazione del 21-9-2010.

I medici chiamano ...Parma sull'inceneritore


Dopo tutte le polemiche di questi mesi, l'Associazione Gestione Corretta rifiuti e Risorse di Parma – GCR vuole fare chiarezza circa la pericolosità o meno degli inceneritori per la salute dei cittadini.
Per questo ha organizzato, insieme ad ISDE (Medici per l'ambiente), un incontro per

MERCOLEDI' 22 SETTEMBRE ore 20.30 presso l'Auditorium Paganini, via Toscana 5 dal titolo:

I MEDICI CHIAMANO PARMA
Progettare per le generazioni future

che vedrà la partecipazione dei principali esperti in materia

Gianni TAMINO biologo, com. scient. ISDE
Trattamento dei materiali post utilizzo

Patrizia GENTILINI oncoematologo, ISDE
Materiali post utilizzo, da inquinanti pericolosi a risorse

Ernesto BURGIO pediatra, com. scient. ISDE
Inceneritori e danni per la salute

Dominique BELPOMME oncologo, presidente ARTAC
Inquinamento e Cancro

Giuseppe MASERA oncoematologo, com. scient. ISDE
L’incremento dei tumori infantili


SIETE TUTTI INVITATI (l'ingresso è libero)
Segnate la data sul calendario e fate girare.
Per avere il posto riservato scriveteci a

Se il mondo non si incamminerà verso un modo di pensare la produzione, i trasporti, i consumi ad impatto zero e a riciclo totale il suo destino è segnato. In meno di 50 anni il pianeta si avvierà verso la fase di non ritorno. Occorre che la consapevolezza prevalga sugli interessi di parte.
Questa generazione di bambini è la prima generazione della storia moderna ad avere una salute peggiore di quella dei padri predecessori. Questo non e' accettabile.


mercoledì 15 settembre 2010

Il MONITER: monitoraggio degli inceneritori in Emilia Romagna - 14/09/2010

  
La Regione ed Arpa ci hanno illustrato i dati Moniter sul sistema di sorveglianza ambientale e valutazione epidemiologica nelle aree sensibili ed esposte agli 8 inceneritori del nostro territorio. Per questo studio, relativo agli anni 2007-10, sono stati presi in esame solo i nascituri con parti gemellari, basso peso, nati pretermine e rapporto tra i sessi.  Come immaginerete, tutto a posto. Sono andata a Bologna personalmente per ascoltare. Le conclusioni dicono che, nel periodo in esame e per tutti i livelli di esposizione, non si rilevano differenze significative. Abbiamo speso un sacco di soldi (3 milioni di euro) per nulla, mi viene da dire, sempre per avvalorare la tesi che l’attuale gestione dei rifiuti, per lo piu’ mediante incenerimento, è la scelta giusta. Non sono una scienziata e non voglio pensare alla malafede di chi ci ha lavorato. Però in tanti anni sul tema ho letto ed ascoltato tanti pareri diversi. Puo’ darsi che sia semplicemente la difficoltà di cercare il metodo di studio, troppo limitato nel tempo, e nel cercare i parametri giusti. Nel definire quell’area di esposizione, a seconda delle ricadute, nel Moniter 4 Km di diametro intorno all’inceneritore, che a Modena è cambiata a seconda di chi la analizzava ( Arpa, Ausl, Hera) o proponeva o di che cosa voleva trovare  oppure non trovare. Ha cambiato forma e ampiezza, da cerchio a ellisse a ovale, di tutto. Alla fine, l’assessore Lusenti alle politiche sulla salute della Regione, con sentimento, ci racconta di essere soddisfatto del lavoro svolto, come gli altri al tavolo del resto, che sulla nostra salute incide soprattutto la condizione socio-economica della gente, che non ci sono quindi evidenze che gli inceneritori provochino danni. Aggiunge quindi che si andrà avanti così, che l’obiettivo della regione è l’autosufficienza sulla gestione e smaltimento dei rifiuti e quello di eliminare le discariche. Giusto. Peccato che tutto il resto l’abbia dimenticato, soprattutto che anche con l’inceneritore non potrà eliminare le discariche ( speciali, poi…) perché il 30% dei rifiuti diventa cenere e polverino e che sono altamente tossici. Che l’inceneritore è un’illusione: i rifiuti non entrano e poi scompaiono, cambiano solo forma.
Ha dimenticato o non ha ascoltato qualche passaggio, non molto evidente ma chiaro di due persone illustri presenti in sala che hanno detto il loro parere. Il Dott Giancarlo Pizza, che rappresenta ben 22.000 medici dell’Ordine Regionale che ha ricordato di essere intervenuto nel 2007 sul tema invitando ad abbandonare il sistema dell’incenerimento e di essere stato ripreso e accusato dall’allora Ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani, di occuparsi di fatti non suoi ( …la salute pubblica, ndr). Non ha ascoltato neppure l’intervento del Dott. Marco Martuzzi, epidemiologo dell’O.M.S. che ha invitato chiaramente i presenti a non aspettare ulteriori evidenze su malattie e di adottare il principio di precauzione.
Ha dimenticato in toto che si potrebbero fare altre scelte, che l’alternativa esiste e deve essere prioritaria: che la raccolta domiciliare dei rifiuti è l’unica che potrà farci arrivare al 65% di raccolta differenziata previsto per legge al 2012. Oltre al riuso, recupero, ai trattamenti a freddo, ai centri di riciclo. Continuo ad aspettare (gli ulteriori studi la presa di coscienza di qualcuno, magari!) e concludo con le parole di Paul Connett, il portavoce a livello mondiale dell’obiettivo Rifiuti Zero al 2020 : “Il rischio non è accettabile se evitabile”.

Sandra Poppi

PER INFO 
Dal sito del progetto Moniter:

L’ordine regionale dei medici e la lettera del Ministro Bersani:




martedì 14 settembre 2010

...su questo mondo maledettamente ingiusto!

Mi rotolai giù dalla collina del mio giardino come facevo da piccola e mi
ritrovai immersa nella natura. Sentivo i grilli e le rane che cantavano per me.
L'erba mi faceva il solletico. Fissavo il cielo in cerca di qualcosa, quel bel
cielo azzurro e profondo. La mia mente era completamente sommersa da mille
pensieri che gironzolavano nella mia testa. Pensai molte volte di cosa facessi
al mondo, se questo pianeta era veramente una palla che girava nell'universo. Per
un attimo, oltre agli insetti che svolazzavano intorno a me, mi parve che il
mondo si muovesse. Cercai il pulsante per fermarlo, ma non c'era. Pensai,
pensai, pensai. . . Pensai se c'era un perchè, se questa vita girava sempre al
contrario e mai nel verso giusto. Cercai una soluzione a questa domanda: l'uomo
può aver fatto di questo bellissimo mondo così verde e puro una discarica di
smog? Abbiamo rovinato il mondo, non credo se lo meritasse.
2012? Che dire di questa data che ormai ha terrorizzato tutti? Io una
risposta ce l'avrei. Se il mondo decidesse di finire sarebbe sicuramente perchè
l'uomo non ha saputo valorizzarlo come doveva. Mi sento molto triste, perchè
ormai questo è un mondo di sole apparenze, qui conta più quello che hai fuori
di quello che hai dentro. A un certo punto il cielo si è oscurato e incomincia
a piovere, sempre più forte. Vorrei fermarlo, ma è meglio che si sfoghi, credo
che anche lui abbia dei sentimenti, come tutti noi. Dopo parecchie ore di
pioggia ecco che spunta fuori un meraviglioso sole tra le nuvole e piano piano
il cielo diventa sempre più azzurro. Esco e mi sdraio sullo stesso posto di
prima. Non m'importa se il soffice manto su cui sono sdraiata è bagnato, non
m'importa se con il freddo mi ammalerò, voglio passare il tempo con lui, il mio
amico, il pianeta azzurro. Resto lì per almeno due ore, distesa come se mi avessero tolto il
respiro, a riflettere su questo mondo maledettamente ingiusto.


Il tema di mia figlia Chiara, 13 anni

lunedì 13 settembre 2010

Domani inizia la scuola. Buon inizio, ragazzi!

Domani inizia la scuola in Emilia Romagna. E che caos di scuola! Ogni giorno visito le scuole superiori di Modena e provincia e tocco con mano la difficoltà in cui versano. Di spazi, di personale, di attrezzature, di manutenzione, ormai di tutto. Il governo continua a tagliare soldi alla scuola da ogni parte. E a far le spese sono i nostri figli. Anche le cose piu' banali: 30 alunni per classe. Occorrerebbero insegnanti bionici e aule di gomma per poterle ampliare all'occorrenza secondo il rispetto della vivibilità e della normativa. Ma al governo sapranno quello che fanno? La mano destra saprà cosa fa la mano sinistra? Dovremmo tagliare gli sprechi, il superfluo, i privilegi, i costi eccessivi della politica,...invece tagliamo l'indispensabile, il futuro dei ragazzi, la loro cultura, la loro capacità di riflessione, di sapere, di scelgliere, di lavorare e di mantenersi, di vivere. Ma è possibile?
Buon inizio, ragazzi! Questo di tutto cuore.

venerdì 13 agosto 2010

COMUNI VIRTUOSI E...NOI. Una delibera che azzera i rifiuti.

I COMUNI VIRTUOSI E ... NOI
GIA' nel 2007 il Comune di CAPANNORI (LU) adottava una delibera per azzerare i rifiuti e l'Osservatorio verso Rifiuti Zero e non l'Osservatorio sul Termovalorizzatore come a Modena! Due obiettivi ben diversi.
Oggi 13 agosto 2010, Hera si loda per il raggiungimento del 50% di raccolta differenziata.
Si, sono stati molto volonterosi, stanno raggiungendo il 55%, quello che doveva essere l'obiettivo del Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti per il 2005 ma siamo nel 2010! Modena è del tutto assente anche dal report sui comuni ricicloni di Legambiente di luglio 2010. Il problema è che non arriveranno mai al 65% richiesto dalla legge con questo sistema. Infatti non ne parlano. A meno che non trucchino i dati. E che hanno costruito quel mostro mangiarifiuti che evacua cenere e fumi in continuazione, alla faccia della nostra salute. Cosa ne faremo anche nell'ipotesi così virtuosa in cui potremmo raggiungere una percentuale piu' alta? Un monumento di arte moderna?

Dalla città di Modena,
(presidente fino al 2013, della Rete Città Sane dell'Organizzazione Mondiale della Sanità)
Sandra Poppi


Il sito Comuni Virtuosi:
http://www.comunivirtuosi.org/index.php/strategia-rifiuti-zero/243-una-delibera-che-azzera-i-rifiuti

Il testo:

Delib. C.C. n. 44 del 14/06/07
I L C O N S I G L I O C O M U N A L E
VISTO il D.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare l’art. 179 che dispone che le pubbliche amministrazioni debbano perseguire in via prioritaria iniziative dirette a favorire la riduzione e la prevenzione della produzione e della nocività dei rifiuti;
VISTO il D.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare l’art. 180 che, al fine di promuovere in via prioritaria la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti dispone che le iniziative di cui all’art. 179 riguardino in particolare:
a) la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, sistemi di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e sensibilizzazione dei consumatori, l’uso di sistemi di qualità, nonché lo sviluppo del sistema di marchio ecologico ai fini della corretta valutazione dell’impatto di uno specifico prodotto sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita del prodotto;
b) la previsione di clausole di gare d’appalto che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in
materia di prevenzione della produzione di rifiuti;
c) la promozione di accordi e contratti di programma o protocolli d’intesa anche sperimentali finalizzati, con effetti migliorativi, alla prevenzione ed alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti;
VISTO il Piano Regionale di gestione dei Rifiuti di cui alla DCRT n. 88 del 1998 che prevede la realizzazione di azioni volte alla riduzione della produzione di rifiuti;
VISTA la Legge Regionale della Toscana n. 25 del 18 maggio 1998 la quale prevede che, al fine di attivare interventi volti a limitare la produzione di rifiuti, l’Ente Regionale favorisca e definisca le opportune intese con le Province, Comuni e operatori singoli e associati della produzione e della distribuzione;
VISTO il Piano Regionale di Azione Ambientale della Toscana 2004-2006 di cui alla DCRT n. 29 del 02 marzo 2004;
VISTO il Piano Provinciale di gestione dei rifiuti urbani e assimilati nella Provincia di Lucca approvato in via definitiva con DGP n. 54 del 15 marzo 2002 il quale richiama la necessità di “massimizzare” i recuperi di materiali e di “minimizzare” gli “smaltimenti” puntando su sistemi di raccolta “porta a porta” e su di una “filiera impiantistica” tesa a valorizzare le frazioni merceologiche intercettate;
Visto l’art 198 del Decreto Legislativo 152/06 che attribuisce ai Comuni la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti urbani assimilati con particolare riferimento alle modalità del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento;
Attesa la necessità di salvaguardare gli interessi pubblici connessi all’ambiente attraverso una riduzione delle quantità di rifiuti indifferenziati destinati allo smaltimento in discarica ed un incremento della raccolta differenziata dei rifiuti urbani ed assimilati per il mantenimento e miglioramento degli obiettivi fissati dall’art. 205 del succitato D.Lgs. n.152/06 che prevede in particolare il raggiungimento per l’anno 2012 almeno il 65% di raccolta differenziata;
VISTI gli obiettivi della Legge Finanziaria 2007 che al comma 1108 fissa al 60%, la percentuale minima di raccolta differenziata da assicurare entro il 31 dicembre 2011;
VISTI gli obiettivi della Legge Finanziaria 2007 che al comma 1109 fissa per gli anni successivi al 2011, la percentuale minima di raccolta differenziata da assicurare sarà stabilita con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in vista di una progressiva riduzione della quantita' di rifiuti inviati in discarica e nella prospettiva di rendere concretamente realizzabile l'obiettivo "Rifiuti zero";
CONSIDERATE le attuali alte “rese” percentuali di raccolta differenziata nelle frazioni del Comune di Capannori dove è in corso di svolgimento il sistema di raccolta dei rifiuti urbani ed assimilati in modalità “porta a porta”;
CONSIDERATO l’obiettivo di riduzione della mole dei rifiuti stabiliti dalla Giunta Regionale Toscana che fissano per il 2010 il raggiungimento del 15% di riduzione riferito alla produzione dei rifiuti del 2004 e che tale obiettivo è da perseguirsi anche attraverso un accordo di programma stipulato dall’ATO 2;
CONSIDERATO che a livello internazionale molte città hanno assunto il percorso verso “rifiuti zero” alla data del 2020 attraverso la definizione di atti deliberativi e di concreti strumenti operativi volti a scoraggiare l’incremento dei rifiuti e lo smaltimento in discarica e volti a favorire, oltre ad iniziative di generalizzata estensione della raccolta differenziata, anche la “responsabilità estesa dei produttori” con la quale coinvolgere fattivamente il “mondo produttivo” nell’assunzione di “produzioni sempre più pulite ed in grado di “incorporare” i costi ambientali delle merci prodotte;
RICHIAMATO in particolare che le città coinvolte in questo percorso sono ormai decine in varie parti del mondo quali la California (S. Francisco, Oakland, Santa Cruz, Berkley) l’Australia (Camberra e la regionesud occidentale del Paese), della Nuova Zelanda, del Canada (Nuova Scozia, Columbia Britannica), la città di Buenos Aires, alcune città del Regno Unito;
CONSIDERATO che un’attenta politica di gestione dei rifiuti che punti alla loro prevenzione, al riuso, al massimo recupero di beni e materiali si pone in linea anche con gli obiettivi di generalizzare la diminuzione dei “gas serra” resa sempre necessaria e stringente da “accordi internazionali” che puntano ed obbligano i governi a “Tagliare” le emissioni di CO2 legate anche alla produzione dei beni di consumo a partire dagli imballaggi;
POSTE agli atti le conclusioni del Convegno promosso dall’Amministrazione Comunale di Capannori svoltosi il 24 Febbraio 2007 a Villa Bruguier dove oltre al Sindaco e all’Assessore all’Ambiente e al Presidente dell’ASCIT, esperti di fama internazionale e rappresentanti dell’Associazionismo dei cittadini hanno espresso con numerosi dati alla mano che riguardano anche l’economicità della scelta intrapresa il loro apprezzamento per l’innovazione operata dal Comune nel campo della gestione dei rifiuti;
VISTA la Deliberazione della Giunta Municipale n. 134 del 02/05/07 con la quale l’Amministrazione Comunale di Capannori aderisce al “Tavolo tecnico di concertazione permanete per promuovere e sostenere azioni concrete per la prevenzione e la riduzione della produzione dei rifiuti” tavolo tecnico promosso dalla’ATO 2 rifiuti;
VISTO l’art. 42 del D. Lgs. 267/00,
D E L I B E R A
1. di intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020 stabilendo per il 2008 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata e per il 2011 il 75%;
2. Per il raggiungimento di tali obiettivi il consiglio Comunale di Capannori dà mandato alla Giunta
Municipale di estendere a tutte le principali e più popolose frazioni del territorio comunale la modalità di raccolta “Porta a Porta” dei rifiuti urbani ed assimilati;
3. di istituire entro il 2008 un sistema tariffario basato sulla effettiva quantità di rifiuti prodotti dalle utenze domestiche e non domestiche;
4. di realizzare entro il 2008 un centro comunale per la riparazione e il riuso dove beni durevoli e
imballaggi possano essere reimmessi nei cicli di utilizzo ricorrendo eventualmente anche all’apporto di cooperative sociali e al mondo del volontariato;
5. di offrire all’Amministrazione Provinciale tutta la propria collaborazione alla discussione per la
realizzazione di un impianto di compostaggio sul proprio territorio per la valorizzazione della frazione organica recuperata;
6. di applicare, anche con appositi corsi di formazione-informazione rivolti al personale dell’ente ed anche ai dipendenti dell’Azienda ASCIT S.p.A. – Servizi Ambientali, gli adempimenti previsti dal DM 08/05/2003 al fine di ridurre gli sprechi e di favorire lo sviluppo di un mercato per il ricorso a beni e servizi basati su materiali riciclati;
7. per quanto riguarda il conferimento della frazione residua dei rifiuti di dare mandato alla Giunta
Municipale affinché intraprenda tutti gli sforzi per minimizzarne i flussi di rifiuti, favorendo, anche in ambito di programmazione provinciale la realizzazione di impianti “a freddo” in grado di recuperare ancora materiali contenuti nei residui ed in grado di orientare costanti iniziative di riduzione volte a “sostituire” oggetti e beni non riciclabili o compostabili.
8. di dare mandato alla Giunta Municipale di adoperarsi negli confronti degli Enti Competenti affinché i rifiuti-residui prodotti sul territorio comunale non vengano avviati ad incenerimento (la cui logica contrasta con l’obiettivo rifiuti zero) o avviati “tal quali” a discarica;
9. di istituire l’ “Osservatorio verso Rifiuti Zero” che abbia il compito di monitorare in continuo il percorso verso Rifiuti Zero indicando criticità e soluzioni per rendere il suddetto percorso verificabile, partecipato e costantemente in grado di aggiornarsi anche alla luce dell’evolversi del quadro nazionale ed internazionale.
10. di indicare i componenti dell’ “Osservatorio verso Rifiuti Zero” inizialmente nelle seguenti persone:
- Presidente - Professor Paul Connett dell’Università S. Lawrence dello stato di New York che oltre ad essere in contatto diretto con le molteplici realtà internazionali attivamente impegnate “verso Rifiuti Zero” conosce da un decennio l’evolversi della gestione dei rifiuti sul nostro territorio;
- Membro - Sindaco del Comune di Capannori;
- Membro - Assessore all’ambiente del Comune di Capannori;
- Membro - Presidente dell’Azienda ASCIT Servizi Ambientali S.p.A.;
- Membro - Sig. Enzo Favoino della Scuola Agraria del Parco di Monza;
- Membro – Sig. Rossano Ercolini della Rete Nazionale Rifiuti Zero;
- Membro - Alessio Ciacci membro dell’ATO 2 Rifiuti per il comune di Capannori.
11. di dare atto che i membri del suddetto Osservatorio, che dovranno riunirsi almeno due volto all’anno, non percepiranno alcun compenso. Potrà essere riconosciuto per i membri fuori sede un rimborso spese opportunamente documentato. L’osservatorio si riunirà congiuntamente alla Commissione Consiliare Ecologia.
Capannori lì 16 maggio 2007

mercoledì 11 agosto 2010

Bretella Campogalliano-Sassuolo. Già nel 2005 il WWF depositava ricorso al TAR dell'Emilia-Romagna.

Il progetto della bretella Campogalliano-Sassuolo, prosecuzione della Autostrada del Brennero per congiungere il nuovo scalo merci di Marzaglia con il distretto ceramico. Un progetto vecchio di 30 anni. Un asse viario che correrà nel tratto Modena-Sassuolo parallelamente alla superstrada esistente, a pochi km da essa, è stato recentemente approvato dal Cipe con la condizione che l'opera venga realizzata nella sua interezza. Ovviamente tutti soddisfatti! (http://www.provincia.modena.it/page.asp?IDCategoria=6&IDSezione=1613&ID=82518)
Questo è il problema: perchè non si è deciso almeno di limitare l'intervento alla sola tratta utile per il raccordo fra le reti ferroviaria e stradale, e cioè il primo lotto, il collegamento fra sistema autostradale, tangenziale di Modena e nuovo scalo ferroviario di Marzaglia.
Il tratto Mo-Sassuolo, un doppione rispetto a quello già esistente, correrà a poche centinaia di metri dal letto del fiume Secchia, in un contesto delicato sotto il profilo idrogeologico (ospita le falde acquifere piu' importanti della provincia) e paesaggistico e pregiudicherà interventi di riqualificazione ambientale come il Parco regionale del fiume Secchia e aree naturalistiche di pregio come l'Oasi faunistica del Colombarone. Opera che non risolverà tanto i problemi di Sassuolo e del comparto ceramico che non sono il raggiungimento ma la logistica e l'inquinamento semmai. Oltre all'eccessivo sfruttamento del territorio e alla necessità di recuperare le aree dismesse.

Ma la protesta non è di oggi, già nel novembre 2005 il WWF depositava ricorso al TAR dell'Emilia-Romagna contro la Delibera del CIPE di approvazione del progetto preliminare per la costruzione della bretella autostradale che dovrebbe collegare il distretto ceramico e la statale n. 467 Pedemontana con l'autostrada A22 AutoBrennero.
Da anni le associazioni ambientaliste contrastano la realizzazione di quest'opera che considerano inutile e sbagliata e di forte impatto ambientale perchè la sua realizzazione rappresenta una pietra tombale sull'obiettivo di trasferire una parte rilevante del traffico merci sul meno impattante trasporto su ferro. Dannosa per l'ambiente e la salute dei cittadini perchè aggraverà, invece di risolvere, i già insostenibili problemi di inquinamento e congestione del comprensorio e della provincia. Oltre all'ambiente anche la tanto sbandierata trasparenza e partecipazione dei cittadini alle scelte che li coinvolgono. Questo progetto, è stato sottoposto ad una Valutazione di Impatto Ambientale gravemente lacunosa alla quale di fatto i cittadini non hanno potuto esprimersi presentando osservazioni entro i termini prestabiliti. Sorprende, ma non piu di tanto ormai, come nel centrosinistra ci sia totale silenzio sui temi di tutela ambientale ma che qualcuno ne abbia fatto solo slogan da campagna elettorale. In un periodo di crisi, come l'attuale, sarebbe doveroso da parte delle istituzioni competenti ad ogni livello, fare ricorso al buon senso e rivedere la realizzazione di opere ormai superate come questa e come anche l'Autostrada Cispadana.

martedì 10 agosto 2010

Pubblicità lesiva della dignità delle donne

Pubblicità lesiva della dignità delle donne: il marzo scorso il consiglio comunale di Ravenna approva ordine del giorno sulla risoluzione 2338 del 3 settembre 2008 del Parlamento Europeo.


E' successo in diversi comuni italiani. Ora anche il Comune di Cavezzo si impegna a disincentivare la presenza di manifesti “offensivi” sul territorio comunale.



Questo il testo dell'odg del comune di Ravenna:

Considerate
le risoluzioni approvate dal Parlamento Europeo in merito alla discriminazione della donna nella pubblicità (A4-0258/1997) e all'impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra uomini e donne (2008/20038INI)
l'adesione alla Carta Europea per l'uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale che all'art.6, comma 1 prevede l'impegno a "neutralizzare e a prevenire, per quanto possibile, pregiudizi, azioni, utilizzo di espressioni verbali e di immagini basate sull'idea della superiorità o dell'inferiorità dell'uno o dell'altro sesso, e/o il perpetuarsi di ruoli femminili e maschili stereotipati.
le modifiche proposte per lo Statuto del Comune di Ravenna che prevedono all'art. 2 comma 4 lettera c l'impegno a contrastare l'utilizzo di immagini lesive al rispetto della persona e al perpetuarsi di stereotipi che non riconoscono la parità fra i sessi.
le azioni di sensibilizzazione promosse da associazioni di donne ed in particolare dall'UDI che ha recentemente lanciato la campagna "Immagini Amiche" per contrastare la pubblicità che offende le donne e gli stereotipi femminili e interpellato comuni, province e regioni per l'applicazione delle sopraccitate risoluzioni.
Il Consiglio Comunale di Ravenna
condivide i contenuti delle risoluzioni europee rilanciati dalla campagna dell'UDI
ed in particolare ritiene:
che troppo spesso gli stereotipi sulle differenze di genere, proposte dalla pubblicità, presentano i corpi delle donne come oggetti, e che la riduzione dell'essere umano ad oggetto espone l'individuo alla violenza e all'offesa
che finalità specifica delle politiche per la parità di genere sia il porre in essere azioni per evitare la diffusione di messaggi che strutturano e consolidano le discriminazioni di genere e il perpetuarsi delle ineguaglianze tra uomo e donna
che, poiché pubblicità e marketing, oltre a riflettere la cultura contribuiscono a crearla, è inopportuno che le persone subiscano, a qualunque età, anche involontariamente, l'esposizione a messaggi oggettificanti e stereotipizzanti
che è fondamentale che la pubblicità sui media sia disciplinata da norme etiche e/o giuridiche vincolanti che proibiscano pubblicità che presentano stereotipi di genere o che incitano al sessismo e alla violenza
che la rimozione di messaggi che ledono la dignità umana e che contengono stereotipi di genere può contribuire alla realizzazione di una società moderna e paritaria
che è necessario un impegno concreto di tutta la società nelle diverse espressioni di rappresentanza e di partecipazione popolare per contrastare la pubblicità ed in genere le immagini offensive che violano la dignità del genere femminile.
Tutto ciò premesso

Il Consiglio Comunale
impegna il Sindaco e la Giunta

a svolgere azione di sensibilizzazione nell'attuazione alla risoluzione Comunitaria 2038 del 3 settembre 2008 del Parlamento Europeo sull'impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini, che indica come inammissibile il modello pubblicitario lesivo verso il genere femminile
a chiedere al Governo e alla Regione, per quanto di competenza, di dare immediata attuazione alla risoluzione Comunitaria 2038/2008 del Parlamento Europeo
a vigilare affinché immagini lesive della dignità delle donne non trovino accoglienza nei materiali di comunicazione del Comune di Ravenna.
ad affidare all'Assessorato alle Pari Opportunità, di concerto con gli Assessorati competenti, (Cultura, Istruzione...), la costituzione di un gruppo di sensibilizzazione e monitoraggio delle pubblicità e delle immagini commerciali a tutela della dignità femminile.
ad adottare provvedimenti idonei a salvaguardare l'immagine e la dignità delle donne.

domenica 8 agosto 2010

SUI FINANZIAMENTI REGIONALI AL PARCO FOTOVOLTAICO A MARZAGLIA E AL TELERISCALDAMENTO ALLA SACCA A MODENA

A proposito delle energie rinnovabili, leggo con piacere, nei quotidiani di ieri, dei corposi contributi regionali al Comune di Modena per impianti fotovoltaici vari in edifici scolastici, aree, parcheggi e per l'impianto di teleriscaldamento nel nuovo intervento in corso di realizzazione nella zona dell'ex mercato bestiame. Ci sono un paio di cose però che non mi convincono: il campo fotovoltaico a Marzaglia, per lo spreco di terreno verde, quando a Modena ci sono centinaia di tetti di capannoni e industrie, anche altre scuole e magazzini di proprietà del comune, in cui era possibile farlo. Il secondo motivo è il teleriscaldamento nei nuovi edifici da realizzarsi nell'area ex-Mercato Bestiame alla Sacca e non per fare il solito bastian contrario. Di quest'opera se ne parla da quando è stato raddoppiato l'inceneritore dei rifiuti di Modena, che si trova in zona, in via Cavazza. Anzi, è una delle scuse maggiori utilizzate per giustificare questo spropositato potenziamento. E, cioè, che il teleriscaldamento generato dal termovalorizzatore, avrebbe diminuito l'inquinamento dovuto alle eventuali caldaie per il riscaldamento degli edifici residenziali nuovi. Una scusa perchè quell'impianto inquina molto e si tratta di una goccia nel mare e ci rende dipendenti (come succede in germania ) dai rifiuti da bruciare per produrre energia. Rifiuti, che per questo motivo (economico) non avremo convenienza a diminuire, separare e riutilizzare perchè dobbiamo bruciarli per alimentare il teleriscaldamento. Con grande soddisfazione della multiutility Hera.

sabato 7 agosto 2010

Non è meglio il gas a Rivara! Energia rinnovabile: CIP6 e conto energia.





Coglie inevitabilmente la mia attenzione il titolo sull'ultimo numero di Comunica: "Fotovoltaico inutile, meglio il gas a Rivara"! Nonostante non sia garantita la sicurezza della popolaziione e vengano spesso registrati terremoti nella bassa modenese. Nonostatnte siano praticamente tutti in disaccordo. Nonostante le fonti rinnovabili siano inesauribili e potenzialmente possano fornirci tutta l'energia necessaria con bassissime emissioni, liberandoci dalla dipendenza dai paesi produtttori di petrolio e gas. Lo dice anche un rapporto commissionato dalla European Climate Foundation, che promuove iniziative finalizzate alla riduzione delle emissioni di gas serra (europeanclimate.org), il Roadmap 2050 (www.roadmap2050.eu). L'obiettivo "apparentemente irraggiungibile" della ricerca è "ridurre dell'80% le emissioni di carbonio entro il 2050", pare che in 40 anni con 5000 kmq di pannelli solari, 100mila turbine eoliche e 200milioni di auto elettriche l'europa si potrà liberare dalla dipendenza dal petrolio e ridurre le emissioni dell'80%. L'Italia è il paese del sole e del vento e basta non perdere ulteriore tempo e volerlo. In alcuni miei recenti viaggi ho constatato che nelle isole greche ( es. Kos e Rodi) da tempo sopra i tetti di tutte le case realizzano impianti solari termici per il riscaldamento dell'acqua ed esistono impianti eolici. E noi cosa stiamo aspettando? Intanto un piano nazionale per il risparmio energetico. Investire realmente sulle energie rinnovabili. In Italia esiste l'imbarazzante caso del CIP6, la delibera 6 del 1992 del Comitato Interministeriale Prezzi che ha introdotto nelle nostre bollette la componente A3, una piccola tassa che tutti gli utenti dei servizi elettrici pagano. Il ricavato doveva servire a promuovere la diffusione di nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili attraverso incentivi pagati per l'energia pulita immessa in rete. Non è andata cosi': nella delibera, infatti, a "energie rinnovabili" è stato aggiunto "e assimilate". Grazie a questo, oltre il 70% degli incentivi destinati alle vere fonti rinnovabili è finito nelle tasche di produttori di energia che nulla avevano a che vedere con le rinnovabili, come inceneritori di rifiuti, centrali alimentate a carbone o con scarti di raffineria. Meccanismo abbastanza diverso dal Conto Energia, DM 19-2-07, che giustamente e si spera finanzi realmente soprattutto i piccoli e medi impianti fotovoltaici per la autoproduzione e autoconsumo di energia elettrica. Per migliorare le prestazioni energetiche dei nostri edifici e risparmiare energia.